Siamo costretti a leggere su social o altro, basta avere uno smartphone da pochi spiccioli e con le precauzioni necessarie per non essere presi per gonzi, notizie che se avessero un senso di verità e rispettassero le sensibilità di chi è costretto a leggerle potrebbero essere di aiuto a meglio capire e comprendere fatti ed avvenimenti a volte pretestuosi ed inspiegabili.
Se ne trovano infinti di flash annunzi che con particolare intuizione della fragilità emotiva di chi sta leggendo spingono, a volte costringono, la curiosità di ciascuno a fare quel clic per entrare nel cuore del messaggio che nella quasi totalità è una filastrocca di presunte novità che da scatole cinesi ti prendono per mano e ti conducono dove loro hanno deciso di portarti.
Non è difficile per gli ingannatori seriali che utilizzano in modo spregiudicato i marchingegni studiati a tale scopo a portarti in un mondo che lui ha creato solo per te.
Tralasciando il pattume giornaliero di notizie e fatti ingannevoli che vengono offerti appena ci si sveglia e che procurano attenzione e curiosità, si leggono notizie apparentemente utili ed interessanti che sembrano isole galleggianti in una palude insidiosa.
Anche queste notizie che appaiono veritiere e prive di manipolazione hanno quel germe di inganno nascosto che le pervade per renderle credibili ed accettabili.
I mestieranti dell'inganno hanno il dono e la furbizia di attirare l'ingenuità anche di chi si fa paladino di essere vaccinato da questo virus strisciante ed ingannevole nascosto nelle notizie e li fa scivolare nell'accettazione di ciò che propongono ma che poi, risvegliandosi dal torpore in cui sono caduti, devono amaramente costatare di essere caduti in un buco nero senza fondo.
Certo vi sono profili creati per generare una catena di interessi di persone attirate sia dal soggetto del profilo che da ciò che propone, i follower, che rappresentano, a volte, un modo lecito per crearsi un lavoro ed un guadagno.
È strumento di lavoro, si spera sempre lecito e non spregiudicato ed ingannevole, oltre al guadagno che ne deriva al proprietario del profilo del suo uso, rappresenta anche un aiuto sensibile ed opportuno per brand ed industrie che in essi trovano un aiuto nella commercializzazione dei loro prodotti.
Non si può dire, ma questo non può riferirsi a tutti i producer di follower, che anche tra questi non vi siano profili che usando in modo scorretto ed ingannevole la loro notorietà per commercializzare prodotti, si ricorda la storia dei pandori di un certo personaggio che riempi per mesi le pagine del web, ingannano i loro follower con la promessa di destinare una parte degli utili in opere di beneficenza.
Altro è la creazione e la diffusione di fake news, le famigerate bufale fuorvianti, che vengono divulgate allo scopo di produrre informazioni senza fondamento o parzialmente vere ma presentate in modo ingannevole per fuorviare il pubblico e influenzare l'opinione pubblica.
In esse predominano la totale difformità dalla realtà e la distorsione dei fatti per creare una falsa rappresentazione spesso per motivi economici e politici.
Il tasso di queste bufale è quasi raddoppiato con l'Intelligenza Artificiale e i chatbot, un programma o software progettato per simulare una conversazione umana tramite testo o voce per interagire con gli utenti, rispondere a domande ed altro, un Piccolo Fratello che ti consiglia ed indirizza.
La piazza del web è aperta e tutti la possono frequentare.
Non mancano profili che potrebbero offrire garanzie di serietà ma anche loro, dopo aver con il tempo saggiato le risposte di chi li legge e verificate le acquisizioni di consenso, svelano il loro vero obiettivo di inganno.
Lo strumento social del web usato che sovrasta tutti gli altri nel mondo per condividere contenuti digitali e la comunicazione alla portata di tutti, basta avere oltre 13 anni, è Facebook.
Questo strumento di condivisione e di comunicazione fu creato da un giovane studente di Harvard.
Volle creare un luogo, pagina digitale, perché tutti gli studenti della sua università potessero conoscersi postando le loro foto poi, come la storia ci racconta, il suo sviluppo lo ha trasformato in uno strumento informatico di comunicazione.
Vi sono altri strumenti social di comunicazione ed altri ancora ne nasceranno ma Facebook è alla portata di tutti e facilmente usufruibile.
La poca difficoltà legata alla sua fruizione, oltre all'uso che se ne fa come narrato in anteprima, ne ha modificato la finalità per cui fu creato che è quella di trasmissione di contenuti informatici e di comunicazione tra i fruitori.
Si è trasformato, dopo che è stato eliminato il filtro etico di pubblicazione, in un palcoscenico su cui tutti gli attori, gli utilizzatori, si sentono unici protagonisti di dire tutto ciò che frulla nella loro testa ergendosi a giudice di tutto il mondo.
Si è giunti negli ultimi tempi con la creazione del social network Twitter, il cinguettio dell'uccellino azzurro, ora X, il micro blogging che è diventato, tra le altre sue peculiarità, lo strumento comunicativo ufficiale del Presidente degli Usa.
I social, rispecchiando la nostra società, hanno sostituito i canali di comunicazione che sino ad un decennio fa erano considerati necessari per mantenere e sviluppare rapporti e conoscenza tra persone e Paesi
Oggi basta un clic per dare il proprio assenso a proposte ed iniziative e un post, scritto in pochi minuti che giunge in brevi secondi al suo destinatario, per comunicare la nostra volontà ed i nostri desideri.
Siamo tutti in questa grande piazza dei social e dobbiamo tutti condividerla per sopravvivere, anche se è troppa affollata, come la è, dobbiamo farci spazio a spallate per non trasformarla in una plaza de toros in cui ognuno cerca di eliminare, come spesso succede, chi ti è accanto,
Non è un mondo, quello dei social, che fa sconti a qualcuno perché è freddo, spietato e privo della pietas umana, offre la libera opportunità d'uso a chi lo gestisce per usi impropri alla sua natura.
I profili falsi costruiti a proposito per offendere e distruggere chiunque impazzano giornalmente su social per non parlare di quelli che accalappiano in vario modo chi entra in loro contatto per comprare anche una spilla da balia o altro e poi trovarsi derubato dei pochi spiccioli che possiede.
Eppure tutto era iniziato per conoscere meglio il mondo e per comunicare liberi e veloci. Erano gli anni in cui eravamo assetati di conoscenza e di sapere, ora sono gli anni della stanchezza e dell'abitudine ma in modo particolare della furbizia.
Cancellare con un clic ciò che è inutile e ingannevole è necessario per tutti per ridare a tale strumenti del web la dignità e l'utilità per cui è nato.
Giuseppe Toscano
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 10 Ottobre) |