Vi è una notizia, anzi una minaccia da non prendere sotto gamba, che deve preoccupare non solo i diretti interessati per il lavoro che svolgono ma tutti coloro che ancora hanno a cuore la difesa di quel briciolo di libertà che ancora si respira: l'uomo più potente del mondo, il Presidente degli Usa, vuole togliere le concessioni ad alcune emittenti televisive del suo Paese perché troppo critiche, chi non la pensa come lui è un nemico giurato, nei confronti delle sue scelte politiche interne ed estere.
Un pensiero unico domina la testa di quest'uomo, quasi un'ossessione paranoica: tutti devono ubbidire in modo ossequioso a ciò che decide perché dai sondaggi, pensati e condotti dai suoi esperti di comunicazione, e dal suo popolo Maga, un acronimo per dire “rendiamo l'America ancora grande”, ossessionato di acceso nazionalismo coniugato al protezionismo e al ritorno ai valori tradizionali, gli giunge un messaggio quasi profetico di trasformare il suo mandato di Presidente in quello di Imperatore degli Usa.
Raggiungerà in questi brevi anni che lo separano dalle prossime elezioni a realizzare questo suo sfrenato desiderio di mettersi con le sue mani in testa la corona imperiale come Napoleone Bonaparte?
Mai dire mai. Vi sono dei segnali e delle decisioni che ha preso e che i giornali e le trasmissioni libere hanno riportato con apprensione alla conoscenza del popolo statunitense e del mondo che portano ad una sola conclusione: un lento scivolamento verso una dittatura.
Chi può risvegliare una nazione narcotizzata da un uomo che usa ogni mezzo per realizzare il disegno imperialista sono i mezzi di comunicazione ancora liberi che rivelano in modo non ambiguo la furbizia e l'arroganza di una persona che vuole essere Imperatore e mettere sotto i suoi piedi la Carta Costituzionale Usa.
Così le emittenti televisive ABC e NBC e la carta stampata che denuncia l'involuzione del potere democratico in Usa vengono considerate un braccio politico del Partito Democratico, devono essere messe a tacere togliendo le concessioni, i finanziamenti e applicando ogni restrizione nelle loro attività.
Il 1° Emendamento della Costituzione degli Usa garantisce la terzietà della Legge, non si possono fare Leggi, rispetto alla libertà di parola e di stampa ed allora usa gli strumenti amministrativi per zittire chi racconta e denuncia la follia del suo potere.
Nelle conferenze stampe sceglie i giornalisti a lui compiacenti per concedere la parola e per dare le risposte, spesse volte, contraddittorie ed allusive bollando in modo aperto gli altri giornalisti presenti come sobillatori e traditori.
Quest'uomo ineffabile vuole far prigionieri i mezzi di comunicazione riducendo la loro libertà sino a silenziarli per sempre perché terroristi e traditori.
Non è il solo in questo nostro mondo che in modo ciclico crea dei mostri che sono convinti di essere stati scelti per governare gli Stati per modificarne e sovvertirne le loro istituzioni
Si tralascia ciò che succede in Paesi chiaramente prigionieri di dittatori dove sono state imbavagliate in modo definitivo le voci libere di dissenso.
Ciò che accade nel Paese delle libertà, del progresso e del “sogno americano”, un amarcord della fine del Titanic, ha dato respiro se non l'ardire ai patrioti europei nostrani che governano Paesi di indubbia fede democratica ad usare la stessa strategia del capo tribù Maga per imbavagliare le voci libere di dissenso con leggi che erodono i principi delle garanzie costituzionali.
Approfittano delle contraddizioni che una società moderna porta con sé e di episodi deplorevoli istigati dalla mancanza di sicurezza generati da un groviglio di sovrapposizioni di norme che dovrebbero generare fiducia nello Stato ma che istigano a combatterlo, per inasprire pene che accontentano i manipoli giustizionalisti ma che restringono ed annullano diritti conquistati con il sudore e con il sangue.
Non si ha il coraggio, si usa la strategia del traccheggio e della fuga, di incontrare coloro che per missione e per mestiere devono conoscere e commentare decisioni inedite e gravi per poterle comunicare a chi deve osservarle e subire.
Sussurrare da parte di chi ha il potere in Italia al suo chaperon americano che di proposito non vuole incontrare i giornalisti perché li considera prezzolati e venduti al nemico è ridicolo e non degno di un capo di governo
Nella geografia delle testate giornalistiche italiane sovrabbonda la claque amica, per non parlare della tv di Stato che è stata occupata manu militari, di uomini e donne che poco masticano di comunicazione ma promoter della celebrazione della donna sola al comando.
Perché offrirsi al fuoco incrociato di pochi giornalisti scalmanati se quasi tutti sono dalla sua parte?
Non si possono, come accade nella striscia di Gaza, zittire con bombe giornalisti audaci e generosi che raccontano la verità su ciò che sta accadendo in quel lembo martoriato di mondo senza pace.
Non ancora è il momento passare per le armi i giornalisti, gli scrittori ed altri che raccontano il vero vissuto di un Paese che è nelle mani di governanti che raccontano un Paese tutto rose e fiori quando i segnali di un declino economico lo si tocca con mano anche comprando un cornetto di gelato.
Si agisce con un'arma sottile, efficace e chirurgica che è propria di menti, al servizio di chi governa, che non fanno altro che costruire avvenimenti e storie che colpiscono l'immaginazione di chi non ne conosce il fine per infangare e distruggere il morale e la credibilità professionale di chi è il testimone di fatti e di storie che incidono sulla vita di tutti.
Raccontare le malefatte, gli intrighi, le ruberie, le bugie, gli inganni ed altro senza il filtro dell'accondiscendenza verso il potente di turno provoca violente proteste degli interessati che invocano il diritto di intoccabilità perché sono gli eletti dal popolo, dai propri elettori che è diverso, e devono essere giudicati dal popolo e non da altri.
Sono stati eletti ed è necessario ed opportuno rispettare la volontà degli elettori, viviamo in democrazia dove il popolo si sceglie liberamente i suoi governanti.
Gli eletti devono, hanno giurato sulla Costituzione, rispettare i diritti e le norme che essa contiene ed in modo particolare, oltre alla divisione e l'indipendenza dei tre poteri che reggono la vita dello Stato, il rispetto e l'osservanza dell'articolo 21 che difende oltre a garantire la libertà di parola e di stampa sottraendola alla influenza ed alla manipolazione della politica.
Non ci può essere democrazia senza una stampa libera: è la forza che è nelle mani del popolo e se la si perde si perde la sua anima e la sua stessa vita.
Giuseppe Toscano
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 9 Settembre) |