Viviamo in un mondo sempre più imprevedibile e sempre più difficile da interpretare e da vivere.
Il nostro vissuto quotidiano, pur nella sua semplicità che da un colore di felicità al nostro vivere, viene disturbato, direi condizionato, da ciò che altri, superando ogni nostra naturale difesa, con strumenti, oggi è di moda definirli “social”, modificano fatti ed avvenimenti in modo ingegnoso e ”creativo” da farne perdere la credibilità.
Queste storie, ne sono tante, possono non incidere e modificare le nostre abitudini se riusciamo a depurarle con la nostra resilienza e ridarle quella verità di cui sono portatrici.
Il compito è già arduo ed impegnativo per chi ormai, a sue spese o per il suo lavoro, si è appropriato di mezzi che lo portano, senza intermediari, a scoprire il vero messaggio di tante storie, a volte, ingannevoli.
Per chi non possiede questo scudo protettivo di resilienza, ne sono molti, poco sa delle verità manipolate che gli vengono narrate e le fa proprie perché le crede vere.
Scegliere esempi tra tanti fatti ed avvenimenti che vengono venduti come veri o che appaiano tali e interpretare con serietà il loro contenuto manipolato con furbizia da marpioni dei linguaggi e delle immagini, è difficile. Ci sono alcune che superano ogni senso di benevola considerazione, considerato la stravaganza e l’arroganza nel ridurre chi è costretto a soffrirle in un gregge di pecore che, testa bassa, seguono il capo che le guida.
Che storia, ossia quale messaggio sta dietro il cappello blu con fascia bianca e larga tesa della nuova first lady americana Melania Trump?
Anche chi non voleva è stato costretto a vederla con quel cappello strano a falda larga calato sugli occhi: un particolare voluto di un quadro per ricordare un avvenimento che si ripete ogni quattro anni negli Stati Uniti d’America per il giuramento del Presidente eletto.
Mi sono domandato, la medesima domanda la pongo ai lettori, cosa ha voluto dirci quel cappello con falda larga, di colore blu royal, calato sugli occhi di una donna fascinosa ed accattivante?
Ricordo che la first lady americana non ha smesso mai di considerarsi un top model che accalappiò, in tempi di chiacchere, in modo definitivo un tycoon di successo ma frequentatore di mille taverne.
La scelta del colore del cappello come del cappotto in pendant con il cappotto del festeggiato rappresenta, a dire con gli stilisti, un aut fit elegante ma con un messaggio ben preciso per gli spettatori di mezzo mondo.
Sono i nuovi padroni del mondo che vestiti con abiti, copiando in modo pacchiano i colori, il blue navy, della monarchia inglese, vogliono imporre, in modo particolare con immagini che lasciano il segno, una nuova era in cui l’egoismo nazionale di potenza e di ricchezza, in mani di pochi, cancella in modo definitivo i valori di rispetto e di solidarietà che ancora, a fatica, resistono a non morire.
L’arroganza e la vuota supponenza la si nota in quello scatto in cui il marito, il nuovo Presidente, tenta di un bacio, forse di orgogliosa felicità ma privo di sincero affetto, alla first lady e le larghe tese del cappello lo respingono in modo ridicolo.
Un messaggio per il nuovo padrone degli Stati Uniti che si è divertito in modo cinico a dare al mondo i nuovi comandamenti, i cento ordini esecutivi, che la first lady vuole essere protagonista della nuova era trumpiana e non più, come nel primo mandato, un oggetto di contorno da mostrare a suo piacimento.
Questa storia di un impero americano sognato, si spera che resti solo un sogno, incomincia ad essere raccontata da un cappello a larghe tese e non prevede un lieto fine.
Una storia diversa è quella riportata dai social pubblicando e commentando una foto scattata il giorno successivo al giuramento del The President.
Il vescovo Mariam Edgar Budda tiene l’omelia durante il tradizionale servizio di preghiera interreligiosa nella Washington National Cathedral.
Nel banco in prima fila siede svagato e distratto il The President. una funzione a cui ha dovuto assistere per tradizione ma lui di Dio non ne ha bisogno, e la first lady, senza il suo iconico cappello a tesa larga ed a viso scoperto, con gli occhi fissi sull’officiante per ammonirla di misurare bene le parole.
Il vescovo, una donna, senza esitazione ha letto il suo sermone ricordando la precarietà del potere umano e la responsabilità di guidare un Paese, come gli Stati Uniti, a cui tutto il mondo guarda perché esempio di libertà e di progresso.
A fine sermone, con convinzione, ha rivolto un appello accorato al potente uomo che gli era di fronte e che tiene in mano le sorti del mondo “nel nome del nostro Dio vi chiedo di avere pietà delle persone del nostro Paese che ora sono spaventate… di aver pietà per gay, lesbiche, minori transgenter e immigrati illegali”.
Sul volto del The President si è disegnato una smorfia di irritazione per ammonire a chi implorava la sua pietà verso un mondo di deboli e di indifesi che avrebbe dato una effettiva e rapida risposta, mentre la first lady con sguardo fisso negli occhi di Mariam Budda gli ha inviato un messaggio in modo chiaro chè quella sua supplica era ridicola e malevole.
Il sermone del vescovo episcopale è stato una denuncia delle iniquità contenute nel programma di chi governerà per quattro anni il suo Paese ed ha, con coraggio e con parole semplici ed incisive, anticipato cosa accadrà nel Paese delle libertà e delle opportunità a chi sfortunatamente non ha avuto o gli è stato impedito di usufruirne in pieno.
Questo episodio ha avuto una risposta immediata il giorno successivo. Tutti abbiamo visto il post in cui The President annunciava che quello che aveva promesso lo manteneva con una foto di immigrati con le manette ai polsi ed in fila che salivano su di un aereo militare per essere riportati nei paesi di origine.
Sono i primi passi di governo di un uomo che si considera, come altri governanti nostrani che lo vogliono imitare, al di sopra del rispetto delle leggi istitutive del Paese.
Minacciose avvisaglie di altri fatti ed avvenimenti, si spera che non si realizzino, che vedremo avverarsi.
Nembrot con la sua Torre di Babele, volle sfidare Dio ed il mondo per poterlo dominare mettendo sotto i propri piedi tutto ciò che poteva ostacolare la sua sete di potere ma, come si legge nella Bibbia, Nembrot scomparve con la sua Torre.
Giuseppe Toscano
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 2 Febbraio) |