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Tutta colpa della luna

 

Nessuno si aspettava che dopo il 18 di agosto di quest’anno avremmo vissuto un periodo tra il burlesco e l’attesa di qualcosa che girava nell’aria da un po' di tempo ma che aveva difficoltà a palesarsi.
Da quel giorno qualche spiffero di notizie ci annunciava che avremmo vissuto un mese di settembre denso di tante notizie ed avvenienti che essendo troppo legati tra loro avrebbero posto difficoltà, a noi che viviamo alla giornata, a trovarne il filo per sbrogliali
L’idea di chi aveva ideato questo accrocco condito di notizie vere ma zeppe di notizie false ed ingannatrici era di convincere chi veniva catturato per la sua pruriginosa curiosità nel leggerle e, credendole vere, non pensando che era tutto o quasi tutto falso, non avrebbe più ragionato su fatti e problemi seri e vitali che già si presentavano all’orizzonte,
Il solito trucco di chi vuol far credere, ormai è un male inguaribile che è difficile combatterlo perché, bisogna ammetterlo, loro hanno tutto e tutti a loro servizio per trasformare l’acqua in vino, mi si perdona una metafora che può sembrare irriverente, mentre chi è costretto a leggere o ascoltare questi mestieranti del falso può usare l’unica clava che possiede: un clic e chiudere.
Eppure qualcosa sfugge ed allora si aprono praterie infinite piene di malefatte, di inganni e di tanti soprusi che, e questo è il bello, chi li fa dovrebbe essere di specchiata vita perché è stato scelto per guidare e governare per cinque anni il Paese.
La notte del 18 agosto scorso è stata la notte della Luna Blu, una grossa luna di circa il 6% superiore alla luna normale, che con una luminosità bluastra ha illuminato il cielo. Questa era la terza luna delle quattro dell’anno ed il fenomeno si ripeterà nel 2027.
W. Shakespeare, non troppo amico della luna, in una sua memoria ci tramanda un suo aforisma che ben si adatta ai fatti e agli avvenimenti che stiamo vivendo dopo quella sera e dice” È tutto colpa della luna quando si avvicina troppo alla terra, fa impazzire tutti”.
A dir il vero non tutti sono diventati pazzi e per essere tali non c’era bisogno della luna blu, lo si diventa con facilità in altri modi.
Si è aperta così una finestra su di un mondo che era stato tenuto ben nascosto e tutelato da una riservatezza che non poteva reggere troppo nel tempo perché gli stessi attori che scalpitavano per apparire sulla scena.
Non hanno avuto nemmeno bisogno di un autore per dargli vita sul palcoscenico del Paese, sono stati loro stessi autori ed attori ed hanno sgomitato tra loro per avere una audience maggiore tra i comprimari.
Una Presidente del Consiglio che scompare per rifarsi gli zigomi e ricompare improvvisamente quasi come Gionata dalla balena schernendo gli avversari politici ed invitandoli quasi ad una guerra, certo dialettica ma quasi totale, sulle decisioni economiche e politiche che matureranno in autunno.
La moglie del ministro dell’agricoltura che da il ben servito a suo marito ministro cacciandolo di casa facendo capire che ormai chi gli ha dato dei figli per lei è solo una persona incontrata per caso.
Eppure la signora è sorella della signora degli zigomi rifatti e che hanno sempre con voce grossa proclamato il mantra “Dio, Patria e Famiglia”. Forse credono in Dio, non credo nella Patria e nella famiglia considerando l’impegno che hanno messo per demolire il
concetto Patria ed il concetto famiglia, considerate le proprie situazioni famigliari.
Il ministro della giustizia, un uomo che per anni ha ricoperto il ruolo di magistrato e che sa bene che la magistratura è ancora, con tutti i pregi ed i difetti che possa avere, un organo indipendente dalla politica, ha aperto un fronte di guerra con essa e ha continuato in questi giorni a dichiarare la necessità urgente della divisione delle carriere tra magistratura giudicante e magistratura inquirente per sottoporre quella inquirente ad uno stretto controllo politico
Altri ministri del Governo non hanno mancato di deliziare con le loro uscite estemporanee, forse dovute alla luna blu, nel dilettare chi li legge o li ascolta con argomenti vuoti e senza un costrutto propositivo contraddicendosi ed entrando in aperto conflitto tra loro.
Chi li ha superati tutti per faciloneria e supponenza è il ministro della cultura che in questi giorni sta riempendo la cronaca con la sua liaison con una bionda dottoressa che ha fatto parte del suo seguito senza essere formalizzata come componente del suo staff.
Questa dottoressa, una donna che conosce bene tempi e momenti per condizionare un uomo di potere, pur non essendo stata formalizzata come componente dello staff e pur non appartenente all’amministrazione del ministero della cultura ha avuto accesso ad informazioni riservate riguardante il prossimo G7 della Cultura che si dovrebbe tenere a Pompei il prossimo 18 settembre.
Che un uomo di potere, come il ministro della cultura, si faccia accompagnare da una donna o da donne per impreziosire con la loro presenza riunioni o incontri pubblici non è da condannare, ma quello che è accaduto è che la dottoressa, una vendetta di cui non ancora si conoscono i contenuti ed i suoi contorni, ha raccontato, anche rispondendo ai post del Capo del Governo, una storia che ha dell’incredibile.
La sua nomina era certa da parte del ministro ma una voce femminile, registrata dalla sagace dottoressa, ha imposto al ministro di non firmare la sua nomina.
Sono iniziate, senza limiti dovuti alla decenza istituzionale, un alternarsi di dichiarazioni da ambo le parti interessate che hanno gettato una lunga ombra sul comportamento del ministro costringendolo palesemente a mentire su fatti incontestabili sino a costringere il Capo del Governo a convocarlo per spiegazioni.
Il ministro ha presentato le sue dimissioni che non sono state accettate.
La successiva comparsata piagnucolosa in tv con richiesta di perdono ha confermato la storia patetica di una persona che ha usato maldestramente il potere che gli conferiva la sua carica.
Non finirà tanto facilmente questa storia alla Profumo, il ministro inglese del governo Macmillan innamorato della spia russa Kristine Keeller.
Non è colpa della Luna Blu di agosto, ma di persone che vogliono riscrivere la storia del Paese che con il sangue ha riconquistato le libertà democratiche repubblicane.
Sono convinti di farcela ma non hanno le capacità degli uomini del passato ventennio e cadono spesso in situazioni ridicole e pietose che li trasformano in marionette del teatro dell’impossibile.

Giuseppe Toscano
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 9 Settembre)