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Il deputato Felice Cardente scrisse a Giuseppe Garibaldi

recandogli lettera del Consiglio municipale di Teano
 

Presentiamo una lettera del febbraio 1862 del deputato Felice Cardente di Marzano, eletto nel Collegio elettorale di Teano che reca una lettera datata novembre 1861 del Coniglio Municipale di Teano indirizzate a Giuseppe Garibaldi, che si trovava all'isola di Caprera. Tali documenti sono stati ritrovati nella Biblioteca del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Si propone, inoltre, un profilo biografico di Felice Cardente e della sua famiglia.

Breve profilo biografico di Felice Cardente
La famiglia Cardente di Casorcia del Comune di Marzano era una delle più ricche e rappresentative del circondario di Teano.
Felice nacque in Marzano il 17 aprile 1814 da don Francesco Paolo Cardente di Cesare e donna Elena Gazerro, con donna Maria Giuseppa Rosa Grazia Gabriella (detta Giuseppina anche in altri atti) della Rossa di don Antonio e donna Vincenza Castaldo; fu battezzato nella chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo di Casorcia di Marzano il 20 aprile, giorno in cui fu dichiarato anche all'Ufficio di Stato Civile comunale; gli furono imposti i nomi Giovanni Felice Crescenzo Domenico; padrino fu don Vincenzo de Bottis, quale procuratore di don Gaetano d'Ambrosio, principe di Marzano (1).
Da ricordare che Antonio della Rossa era un importante magistrato che era stato caporuota del Sacro Regio Consiglio e poi Giudice del Tribunale civile di 1^ istanza di Santa Maria di Capua. Questi morì in Napoli nella sua abitazione di Borgo Sant'Antonio il 19 maggio 1817, già vedovo della moglie donna Vincenza Castaldo (morta il 10 febbraio 1806 ad Afragola) (2).
Il 9 novembre 1824 morì in Marzano il nonno paterno Cesare Cardente, figlio del fu don Francesco e della fu donna Giuseppina Castaldo (3).
Felice studiò a Napoli, nel liceo del Salvatore, seguendo gli studi letterari e filosofici, passando poi agli studi legali nella università napoletana (4). Studiò Belle Lettere e Legge, conseguendo nel 1833 la cedola in Belle Lettere e Legge (5); nel 1834 ottenne la licenza in Legge (6).
A partire da questo periodo, ma soprattutto nel periodo successivo il Cardente iniziò a frequentare gli ambienti liberali.
La madre Giuseppina della Rossa morì nella sua abitazione in contrada Casorcia l'8 ottobre 1838, assistita dal marito e dai figli (7).
Il 1° luglio del 1839 Felice sposò in Napoli Francesca Capasino, rappresentata per procura dal fratello Francesco Capasino, di Giovanni e Rosa Albano, domiciliati a Napoli nel quartiere Stella (8)
Da questo matrimonio, purtroppo, la coppia non ebbe figli e il 4 settembre 1840 morì la moglie Francesca alla giovane età di 22 anni (9).
Il 25 giugno del 1842 il fratello minore Domenico si sposò in Napoli con Elisabetta Aurora Anna Clorinda di 16 anni nel quartiere Montecalvario, rappresentata per procura dall'avvocato don Giuseppe Antonio Colucci di Martino in Terra d'Otranto, domiciliato in Napoli; il matrimonio religioso fu celebrato il 1° luglio nella Chiesa Santa Maria d'Ogni Bene nel quartiere di Montecalvario (10).
Nel 1842 fu nominato Socio Corrispondente della Società Economica di Terra di Lavoro fino al 1847 (11). Egli entrò a far parte della Carboneria, insieme al fratello Domenico; nel 1848 fu capitano della guardia civica e presiedette il collegio elettorale del proprio circondario (12).
Durante i moti del 1848 il fratello Domenico, compromesso, dovette andare in esilio in Piemonte (13) a seguito della condanna da parte della Corte Criminale di Napoli del 4 agosto 1851 (14) e poi a Genova ove morì l'8 luglio del 1852 (15).
Il procedimento a carico di Domenico Cardente era stato iniziato nel Giudicato regio di Roccamonfina nel 1850 per le seguenti accuse: «discorsi sediziosi e turbolenti diretti a far cambiare la forma di governo in Marzano» (16).
Nel 1851 a Domenico Cardente fu sequestrato un patrimonio di 100 ducati, dei quali furono liberati solo ducati 1,20 (17).
Il giorno 9 luglio del 1852 un comitato dell'emigrazione degli esuli «accompagnava il cadavere di Domenico Cardente da Napoli d'anni 29 che si adoperò con gravi sacrifizii a vantaggio della causa italiana. Una malattia polmonale, accresciuta con tutta probabilità dalle sofferenze dell'esilio lo condusse lentamente: egli moriva il giorno 8 luglio. I suoi compagni di sventura gli resero gli ultimi onori, e il distinto esule Carrano ne onorò la memoria con brevi ed affettuose parole.» (18)
Dopo la morte di Domenico Cardente furono dissequestrati a favore degli eredi i restanti ducati 98,80 (19).
Il 28 agosto 1853 Felice sposò in Teano donna Francesca Concetta Filomena Janch, giovane di 16 anni, figlia del quondam don Carlo, ex colonnello e possidente e di donna Rachele Licenziati (20).
Nel dicembre del 1854 si sposò in Marzano il fratello minore Cesare con Mariateresa Aucone, figlia del bracciale Pietro e della contadina Vincenza Angelone; il matrimonio venne celebrato nella chiesa di San Giacomo di Casorcia il 18 dicembre (21).
Felice e Francesca vissero in Marzano, anche se avevano anche un'abitazione in Teano; il 20 aprile 1856 nacque donna Teresa Antonia Giuseppa Elena, battezzata il medesimo giorno nella chiesa parrocchiale di San Giacomo di Casorcia (22).
Il 20 agosto del 1858 nacque donna Antonia Francesca Maria, battezzata nella chiesa parrocchiale di San Giacomo il 21 agosto (23).
Purtroppo, anche la seconda moglie del Cardente, il 6 febbraio del 1859 morì alla giovane età di 22 anni nell'abitazione di Teano (24).
Il 25 maggio del medesimo anno morì anche la seconda figlia Antonia, aveva soltanto 9 mesi (25).
Il Cardente, nel 1860, fu nella sua provincia uno dei più caldi propugnatori dell'unificazione italiana, tanto che fu chiuso insieme al fratello Cesare prima nel carcere di Gaeta ed in seguito furono trasferiti in Teano. L'arrivo delle forze di Garibaldi in quella città liberò i fratelli Cardente (26).
Felice Cardente fu eletto nel 27 gennaio 1861 deputato al Parlamento del regno dai collegi elettorali di Teano, Roccamonfina, Pietramelara e Mignano (27).
L'Arrighi a proposito del deputato Felice Cardente affermava:

«Il nostro onorevole rappresentante di Teano, nacque a Marzano – Appio in provincia di Terra di Lavoro, ove possiede ricche terre, alla coltivazione delle quali si è interamente dedicato […]
Nel 1861, gli elettori di Teano, al cui circondario appartiene Marzano – Appio, offersero all'onesto patriota la Deputazione, ed egli ne accettava il mandato con queste troppo semplici parole:
«Cittadini! Tra voi sonvi molte intelligenze, e di gran lunga superiori alla mia, come pari all'alta missione di ben rappresentarli, né per loro sta la speciale ed identica posizione di famiglia alle cui grida debban resistere per adempiere al sacro dovere! … Ma siccome da vari e spettabili amici vienmi offerta la candidatura alle prossime elezioni, e se il vostro animo stimi che dodici anni di durate persecuzioni sotto la passata tirannide, la fede inconcussa che mi ebbi nell'avvenire, come l'aborrimento ingenito di ogni sopruso, siano titoli per voi imprescindibili a volermi onorare del vostro suffragio, così io non farei che chinare il capo, altero di portare, per quel che le mie overe spalle possano: la pietra dell'edifizio della Patria, che fa essere muto allora segni più tenero affetto privato! (28)

Riguardo all'attività parlamentare del deputato del circondario di Teano scrisse:

«Egli sedè al centro sinistro e votò spesso colla maggioranza. Gl'interessi agricoli della famiglia, ad accudire ai quali erasi dedicato più specialmente, gli tolsero di poter prendere parte ai lavori della Camera, nondimeno nelle sedute a cui intervenne parlò non di rado. Delle doti oratorie di lui così parla l'Arrighi:
«La sua parola senza portata non è né faconda, né ingegnosa; tuttavia non riesce sgradita perché semplice e modesta (29).

Nel 1862 Felice Cardente scrisse un opuscolo dal titolo Narrazione d'alquanti fatti del Comune di Marzano Appio dal 1848 al 1862, pubblicato in Napoli (30).
Infine, Felice Cardente nell'anno 1865 si ammalò gravemente e morì in Marzano Appio nella notte fra il 27 e il 28 dicembre 1865 (31).

Argomenti e contenuti delle lettere
Il sindaco di Teano Gaetano Genovese e gli assessori: Gaetano Corvino, Bartolomeo Caparco, Giovanni Cipriani e Domenico Casilli, il 1° novembre 1861 scrissero una lettera poetica e toccante al generale Giuseppe Garibaldi, che si era ritirato sull'isola di Caprera il 9 novembre del 1861 (32). La lettera fu affidata al deputato del collegio teanese Felice Cardente, deputato eletto nel 1861 che la inviò al Garibaldi con un suo breve scritto.
Il Consiglio municipale teanese esprimeva all'eroe del Volturno la propria stima e gratitudine per aver liberato le province meridionali dalla tirannia e dal dispotismo, per la salvezza della Patria comune, considerato come «liberatore di quest'ultima parte della Penisola».
Essi, in particolare, ritenevano che con la battaglia del Volturno per il Garibaldi «formerà la più bella pagina della vostra istoria».
Riguardo all'ingresso del Garibaldi con Vittorio Emanuele II in Teano il 26 ottobre 1860 (33), i rappresentanti della città di Teano affermarono che il quell'occasione la popolazione ebbe appena il tempo di acclamarlo. Ora che la cittadina teanese si era risvegliata a nuova vita politica, sentiva ancora più forte la gratitudine e la stima nei confronti del Garibaldi.
I rappresentanti teanesi esprimevano riconoscenza e auspicavano che l'eroe del Volturno avesse continuato la sua battaglia per l'unità e l'indipendenza italiana.
Il deputato Felice Cardente scrisse a Giuseppe Garibaldi da Torino il 2 febbraio del 1862 ed inviava la lettera dei rappresentanti del Municipio della città di Teano, quale deputato del loro collegio elettorale. Egli e la sua famiglia erano legati a Teano dove avevano diversi beni ed abitazioni.
Il Cardente approfittava di quell'incombenza per manifestargli ancora una volta la propria sincera stima e attaccamento, aspettandosi una sua risposta.

*****
Appendice

Lettera di Felice Cardente a Giuseppe Garibaldi (34)

Torino, 2 Febbrajo 1862
Illustre Generale,
dopo varie vicende, ricomposta la Decuria della città di Teano, sentiva il dovere di votarle un'indirizzo.
Vollero quei distinti amici, e compatrioti, che dopo, pel mio mezzo, qual di loro rappresentante in questo Parlamento a Lei fosse trasmesso. Al che adempiuto colla presente, e colla più viva soddisfazione dell'animo. Colgo pure tale occasione per riprotestarle la mia sincera stima, ed attaccamento, onorandomi di coscrivermi.
Di lei Obbligatissimo
Felice Cardente
*****
All'onorevole
Generale Giuseppe Garibaldi
in
Caprera

Il Consiglio Municipale di Teano a Giuseppe Garibaldi (35)
È un lieve compenso, o' Generale, al vostro merito augusto, i mille allori, che in epoche da noi non lontane, mieteste generoso nelle battaglie della libertà e del patriottismo, e ben lungi da quei peculiari interessi, che oscurano lo splendore ove suonò l'ora del riscatto e della civiltà nazionale. Ma riservava puranco alla vostra gloria immortale la provvidenza, che al destino veglia de' popoli, la salvezza della patria comune; al vostro valore il fugare la tirannia e il dispotismo, al vostro senno lo scampo e la fortuna di queste meridionale Provincie, il che formerà la più bella pagina della vostra istoria.
È però, illustre Generale che intorno a Voi, come al primo e più degno figlio d'Italia, si stringe chiunque ha sentimento di libertà ed onor nazionale, ed insieme ogn'animo generoso, che riconosce in Voi l'Eroe di Varese, di Palermo e del Volturno, l'invitto Duce de' nostri prodi, ed il liberatore infine di quest'ultima parte della Penisola.
Permetterete quindi, che il Municipio di Teano in Terra di Lavoro, il quale non poté che appena acclamarvi quando poneste il piede in queste mura, come chi allora destava sì dal suo profondo letargo, per vostro riguardo alfin ricostituito, affrancato e tratto a novella vita politica e morale mandi a voi sullo scoglio di Caprera il debito omaggio di gratitudine e di stima; un saluto vi dirigga di riverenza e d'amore; e nutra maggiormente piena di fiducia, che la vostra spada gloriosa non sarà nel fodero rimessa, finché, compiute col magnanimo principe le nostre battaglie, cacciato al di là delle Alpi lo straniero, non avrà questa misera Italia quell'unità ed indipendenza, che la farà degna del consesso delle Grandi Nazioni.

Teano il 1° Novembre 1861

Pel Consiglio Municipale
Sindaco
Genovese Gaetano
Assessori
Corvino Gaetano
Caparco Bartolomeo
Cipriani Giovanni
Casilli Domenico

*****

NOTE

1) Archivio di Stato di Caserta (d'ora in avanti ASCe), Stato Civile, Marzano, atti di nascita, 1814, n. d'ordine 51; cfr. Archivio di Stato di Napoli (d'ora in avanti ASNa), Stato Civile, Napoli, Quartiere Vicaria, a. 1814, Processetti matrimoniali, n. 66; copia fede di battesimo Felice Cardente.
2) M. Corcione, M. Dulvi Corcione, Antonio della Rossa. Note per una ricostruzione biografica, Sant'Arpino, 2000, p. 19; l'atto di morte di Antonio della Rossa in ASNa, Stato Civile, Vicaria, atti di morte, a. 1817, n. d'ordine 1112; copia atto di morte di Vincenza Castaldo nei processetti matrimoniali del matrimonio di Francesco Paolo Cardente e Giuseppina della Rossa, vedi nota precede1839nte.
3) ASCe, Stato Civile, Marzano, a. 1824, atti di morte, n. d'ordine 87.
4) A. Calani, Il Parlamento del Regno d'Italia, Milano, 1860, p. 343.
5) ASNa, Consiglio Generale della Pubblica Istruzione, Gradi accademici, b. 1736 f.lo 16.
6) Ivi, a. 1834, b. 1850, f.lo 20.
7) ASCe, Stato Civile, Marzano, Atti di morte, a. 1839, n. d'ordine 66.
8) ASNa, Stato Civile, Napoli, quartiere Stella, a. 1839, atti di matrimonio, n. d'ordine 115.
9) ASNa, Stato Civile, Napoli, quartiere Stella, a. 1840, atti di morte, n. d'ordine 577.
10) ASNa, Stato Civile, Napoli, quartiere Montecalvario, atti di matrimonio, a. 1842, n. d'ordine 131.
11) W. Palmieri, I soci della Società economica di Terra di Lavoro (1810-1860), Quaderno ISSM, n. 142, Napoli, 2009, p. 20.
12) A. Marra, La Società economica di Terra di Lavoro. Le condizioni economiche e sociali nell'Ottocento borbonico: la conversione unitaria, Milano, 2006, p. 110.
13) Calani, cit.
14) Il Governo di Napoli e gli accusati nel capo per gli avvenimenti politici del 16 maggio 1848, Torino, 1851, pp. XXX-XXXI.
15) Parole dette sul cadavere di Domenico Cardente nel camposanto di Genova, Genova, 1852.
16) AS Ce, Processi politici e di brigantaggio, n. 77, b. 51 f.lo 2.
17) L. Guidi, I patrimoni degli emigrati politici e le pratiche repressive dei Borbone, 1848-1860, «Mèlanges de l'École française de Rome. Italie et Méditerranée modernes et contemporaines», a. 2017, n. 129-2;
18) «Italia e Popolo, giornale politico», vol. III°, 1852, p. 688.»
19) Guidi, cit.
20) ASCe, Stato Civile, Teano, atti di matrimonio, n. d'ordine 59.
21) Ivi, Marzano, atti di matrimonio, a. 1854, n. d'ordine 25.
22) Ivi, Marzano, a. 1856, atti di nascita, n. d'ordine 33.
23) Ivi, a. 1858, atti di nascita, n. d'ordine 82.
24) Ivi, Teano, a. 1859, atti di morte, n. d'ordine 38.
25) Ivi, Marzano, a. 1859, atti di morte, n. d'ordine 54.
26) Calani, cit., p. 385; cfr. M. Rosi, Dizionario del Risorgimento Nazionale, vol. II. Le persone, Milano, 1930-1937, p. 550.
27) Ivi, p. 343.
28) I 450 deputati del presente e i deputati dell'avvenire, a cura di C. Arrighi, vol. IV, Milano, pp. 54-57
29) Ivi, p. 57; cfr. T. Sarti, I rappresentanti del Piemonte e dell'Italia nelle tredici legislature del Regno, Roma, 1880, p. 227.
30) L'opuscolo a stampa si trova nella Biblioteca de Museo campano di Capua, Sezione topografica, Marzano Appio.
31) «L'Opinione. Giornale quotidiano», anno XIX, Giovedì, 4 gennaio 1866, p. 2; notizia tratta dall'«Avvenire di Napoli» del 29 dicembre 1865.
32) M. Milani, Giuseppe Garibaldi. Storia, biografie, diari, Mursia, 2006, p. 362.
33) L'Assedio di Gaeta e gli avvenimenti militari del 1860-61 nell'Italia meridionale, a cura dello Stato Maggiore dell'Esercito Italiano – Ufficio Storico, Roma, 1926, p. 34 (Roma, 2010); A. Mario, La Camicia rossa, Milano, 1954, p. 157; A. Possieri, Garibaldi, Bologna, Il Mulino, 2010, p. 182.
34) Museo Centrale del Risorgimento di Roma (d'ora in avanti MCRR), b., f.lo 12.
35) Ivi.

Luigi Russo
(da Il Sidicino - Anno XXIII 2026 - n. 1 Gennaio)