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Buon vento alla Flotilla – Umanità in rotta verso Gaza
 

Mentre il mondo politico resta impantanato nell'immobilismo, una nuova Flotilla è salpata con una missione chiara e coraggiosa: portare speranza, testimonianza e aiuti umanitari alla popolazione palestinese di Gaza, martoriata da mesi di guerra, assedio e distruzione. Un gesto simbolico, ma potentemente concreto, che riafferma la necessità di coltivare l'umanità nei popoli, al di là delle frontiere e delle convenienze diplomatiche.
La partenza della Global Sumud Flotilla non è soltanto un atto di solidarietà, è un grido contro l'indifferenza. Composta da attivisti, medici, operatori umanitari e semplici cittadini provenienti da diversi Paesi, la spedizione ha l'obiettivo di rompere simbolicamente e mediaticamente il blocco di Israele su Gaza e portare l'attenzione internazionale su una crisi che molti preferiscono ignorare.
A Gaza è in atto una tragedia umanitaria di proporzioni inaccettabili. Migliaia di vittime civili: oltre 64.000 di cui ben 12.000 bambini, infrastrutture distrutte, ospedali al collasso, accesso al cibo e all'acqua ridotto al minimo, con una carestia che miete vittime quotidiane. Di fronte a tutto questo, il silenzio – o la tiepida retorica – di molti governi europei e occidentali è assordante. É solo di questi giorni la dichiarazione dell'Onu che parla di genocidio.
La Flotilla, al contrario, si muove per affermare un principio semplice ma oggi rivoluzionario: la vita umana conta, ovunque.
Le motivazioni di chi parte non sono solo politiche, ma profondamente etiche. In un tempo in cui la disumanizzazione dell'altro è diventata una strategia di guerra, coltivare l'umanità è un atto di resistenza. Non si tratta di preferire una fazione, ma di scegliere la vita, la dignità e il diritto fondamentale all'esistenza. È la consapevolezza che nessuna sicurezza può fondarsi sulla distruzione sistematica di un intero popolo.
"Buon vento" è il saluto antico dei marinai, ed è quello che rivolgiamo oggi a chi prende il largo non per fuggire, ma per avvicinarsi: ai diritti, alla verità, all'essere umano. Mentre la politica tentenna, la società civile si mette in movimento, dando voce e corpo a una solidarietà che non ha confini né paura.
Perché, come scriveva Primo Levi, “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario”. E la Flotilla è anche questo, uno sforzo collettivo per conoscere, per guardare in faccia la realtà, e per rifiutare l'apatia con cui troppo spesso accogliamo l'orrore.
Che il mare sia calmo e il cuore saldo. Buon vento alla Global Sumud Flotilla.

Eva Pino
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 9 Settembre)