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Indice Eva Pino
 
 
MITATE - Racconti brevi tra realtà e fantasia
 
Personaggi storici sidicini, luoghi simbolo del territorio teanese e espressioni artistiche che l’hanno impreziosito vengono narrati con la libertà dell’immaginazione dando vita a una serie di racconti brevi.
 
 

SEMI DI FUTURO

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Tra le colline verdi e ondulate di Teano, dove l'aria sa ancora di terra e di sole, vive Giulia, una giovane donna con lo sguardo pieno di idee. Cresciuta tra i racconti dei nonni che, con mani segnate dal tempo e dal lavoro, le hanno insegnato a riconoscere i cicli della natura più che quelli dell'orologio, solo dopo aver trascorso qualche anno in città, tra uffici stagnanti e ritmi innaturali, capisce che il richiamo della terra è qualcosa che non si può ignorare.
Torna a vivere nel vecchio casale di famiglia, un edificio in pietra con le imposte verdi e i muri ricoperti di edera, immerso in un paesaggio punteggiato da oliveti, filari di viti, campi aperti e soprattutto Il campo del sogno, come lo chiamavano in famiglia. Lì, anni prima, si coltivava il cece di Teano, noto in tutta la Campania: piccolo, color nocciola, pelle sottile, superficie rugosa, sapore intenso, sapido e meno dolce rispetto ad altre varietà. Meglio conosciuto come cece piccolo riccio.
Giulia comincia a lavorare la terra da sola, seguendo i principi dell'agricoltura biologica. Niente pesticidi, solo concimi naturali, rotazione delle colture e tanta, tanta pazienza. Si alza all'alba, quando i primi raggi del sole si distendono sui filari d'olivo e il canto dei galli si mescola al fruscio dell'erba umida. Zappa, semina, osserva. Il suo corpo si stanca, ma il cuore si sente sempre più leggero.
Col tempo, il cece di Teano torna a crescere resistente, ricco di sapore. La prima raccolta è pura emozione: lo pulisce con cura, lo mette a essiccare al sole, e poi lo confeziona in vasetti di vetro, etichettati a mano con il nome del suo progetto: "Radici Vive".
Non si ferma lì, non le basta. Gli ulivi secolari attorno al casale le regalano la possibilità di produrre il proprio olio extravergine d'oliva: verde intenso, profumato, amaro quanto basta. Un olio sincero, come la terra da cui proviene. Giulia, mai paga, installa un piccolo laboratorio di trasformazione, dove prepara marmellate con i frutti del suo orto: fichi, susine, ciliegie. Le cuoce lentamente, in pentole di rame, senza conservanti. Solo zucchero di canna, limone e frutta raccolta all'alba.
Ogni stagione ha il suo ritmo, i suoi frutti, le sue attese. L'inverno porta silenzi e potature, la primavera fioriture e semine, l'estate raccolti e conserve, l'autunno colori e olio nuovo. La vita di campagna è fatta di gesti antichi. Ci sono giornate dure, sotto la pioggia o nel caldo cocente, ma anche sere in cui, seduta sul muretto davanti al casale, Giulia guarda il sole tramontare dietro il Monte di Casi con una tazza di tisana e un senso profondo di pienezza.
La voce del suo lavoro comincia a spargersi. Partecipa ai mercatini locali, dove racconta ai clienti la storia del suo cece, della sua terra, della sua scelta. E quando un ristoratore napoletano le chiede una fornitura di cento barattoli, Giulia capisce che il sogno si è finalmente trasformato in realtà.
Il casale, un tempo silenzioso, è tornato a vivere. Le stanze ospitano corsi di cucina contadina, visite didattiche, piccole degustazioni all'ombra del grande olivo. Giulia non ha solo coltivato ceci, ha piantato il futuro.
E in quel futuro, fatto di semi, sole, mani terrose e barattoli pieni di sogni e bontà, si sente finalmente a casa.
Per fortuna non è sola. A Teano, sempre più giovani e imprenditori, stanchi dei ritmi frenetici e impersonali delle città, fanno ritorno. Spinti dalla stessa nostalgia e dallo stesso desiderio di autenticità, riscoprono la forza silenziosa e generosa di una terra capace di offrire ancora molto. Grazie alla fertilità dei suoi campi, alla ricchezza della biodiversità locale e a un sapere agricolo tramandato con cura, Teano è diventato un'officina di rinascita rurale. Ogni orto, ogni filare, ogni laboratorio artigianale è una dichiarazione d'amore per la terra e una promessa mantenuta.
Giulia ne è parte viva e luminosa.

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Radici vive

In un tempo di voci sepolte
tra le pieghe di colline antiche
un richiamo
che è gravità di radice
ferma un corpo
che smette di correre
per farsi terra.
Non è fuga,
è un ritorno silenzioso
che sa di gesti senza spettatori,
di attese nude,
di stagioni che dialogano.
Il lascito del cemento
è il germoglio di un'idea,
piccola, imperfetta e resistente.
Così le mani imparano il linguaggio
dell'invisibile, la rotazione,
l'ombra giusta a mezzogiorno.
Teano è un nome che fiorisce
è ventre che accoglie,
e si ripete paziente,
non per abitudine.
Chi torna,
non cerca il passato,
ma un futuro
che ha il passo lento della cura.

Eva Pino
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 7 Luglio)