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Indice Eva Pino
 
 
MITATE - Racconti brevi tra realtà e fantasia
 
Personaggi storici sidicini, luoghi simbolo del territorio teanese e espressioni artistiche che l’hanno impreziosito vengono narrati con la libertà dell’immaginazione dando vita a una serie di racconti brevi.
 
 

UN'ORIGINALE EPIFANIA

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Qualche anno fa, in una rigida mattina d’inverno, precisamente nel giorno dell’Epifania, Emma decise che, per la sua nipotina, Martina, quella festività sarebbe stata diversa dalle altre. Invece della solita calza, piena di dolci, pensò di regalarle un'esperienza che si augurava lasciasse un segno duraturo in lei. Così, sbrigate le faccende domestiche, prese la piccola per mano e si diresse verso il centro di Teano, la sua città. Martina, con i suoi grandi occhi curiosi e le guance arrossate dall’aria invernale, saltellava di gioia canticchiando “Jingle bells”, per le vie del borgo antico, non curante del freddo, in quei giorni stranamente pungente.
"Nonna, dove andiamo?" chiese la piccola con entusiasmo, stringendole la mano.
"È una sorpresa", le rispose Emma sorridendo e tenendo, un po’ a fatica, il passo altalenante della bambina.
Arrivate vicino al “Loggione”, la nonna disse a Martina che erano giunte al luogo misterioso: il Museo archeologico di Teanum Sidicinum. Sbrigate le pratiche d’ingresso, condusse la nipotina attraverso le sale ricche di reperti storici, raccontandole brevemente la storia della loro città e dell’edificio in cui erano ospitate, un vero gioiello architettonico che in passato era stato sede della Cavallerizza del Palazzo dei Principi di Teano e che può essere definito il più grande esempio di architettura gotica ad uso profano dell’Italia Meridionale. 
"Teano ha una storia molto antica!", esclamò Emma, "Un tempo si chiamava Teanum Sidicinum, e i suoi abitanti erano i Sidicini. "
Martina ascoltava affascinata e meravigliata, era passata tante volte vicino a quell’edificio imponente, ma non avrebbe mai potuto pensare che fosse così importante e che custodisse all’interno un vero tesoro. Lì era racchiusa la storia della sua città e lei, fino a quel momento non sapeva neanche che a Teano ci fosse un museo. Ad un certo punto Emma richiamò l’attenzione della nipotina e si fermò davanti a una teca che conteneva un mosaico magnificamente conservato. "Ecco, amore mio," disse indicando il reperto, "questa è la più antica rappresentazione musiva dell'Epifania conosciuta al mondo."
Martina si avvicinò con gli occhi sgranati di meraviglia. Il mosaico, suddiviso in due scene, raffigurava da un lato l’adorazione dei Magi, con Gesù bambino benedicente sulle ginocchia della Vergine e dall’altro due padri della chiesa, probabilmente Pietro e Paolo. Ogni tessera era stata disposta con meticolosità, creando un'immagine di straordinaria bellezza e cura.
Emma, accovacciandosi accanto a Martina, aggiunse: "Questo mosaico è stato composto tanti, tanti anni fa, intorno al 350 d.c. ed è stato rinvenuto nel 1906 in località S. Amasio. Rappresenta un momento rilevante della nostra fede e della nostra storia. Guardandolo, oltre a rivivere il momento della prima manifestazione della divinità di Gesù all’intera umanità, possiamo apprendere come vivevano le persone in quel tempo e capire quanto l'arte sia importante per raccontare il passato". La bambina annuì incantata dall’opera, dalla sua unicità e dalle parole della nonna, senza distogliere lo sguardo, disse: "È bellissimo!"
"Sì, lo è!", rispose Emma, facendo trapelare nel tono di voce una nota morbida e profonda di orgoglio, poi aggiunse: "Sai, l'arte ci aiuta a comprendere chi siamo e da dove veniamo. Ogni opera è una testimonianza capace di narrare e insegnare qualcosa".
Durante il tragitto di rientro, Martina non smise mai di parlare del mosaico e delle meraviglie che aveva visto chiedendo ulteriori spiegazioni.
Quella sera, mentre la bambina si addormentava serena, Emma si sentì soddisfatta. Era riuscita a far trascorrere a sua nipote un’Epifania speciale, originale, diversa da tutte le altre, capace di accendere in lei la passione per l'arte, la storia e, soprattutto, la sua città.
Così, in un’insolita Epifania, tra le antiche mura del museo di Teanum Sidicinum, una nonna aveva seminato i primi semi di curiosità e amore per la cultura nella mente della sua nipotina, un dono che avrebbe arricchito la sua vita per sempre.

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Epifania

Sulla scia biancheggiante
di un’insolita Epifania
nuove vie conducono
all’arte che unisce
generazioni, luoghi e pensieri,
il passato torna a essere presente
spoglio di fronzoli
libero si palesa.
È vivo più che mai.
Le tessere di un mosaico
compongono l’attesa
imprigionano l’adorazione
tutto è armonia, amore.
Occhi brillanti ne fanno dono
Teano ne è custode.

Eva Pino
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 12 Dicembre)