L'ALBERO FRISCO
*****
C’era una volta un maestoso albero sempreverde che dominava Bosco Paradiso, da tutti conosciuto come l’Albero Frisco …se iniziassi così a raccontare la mia storia chiunque penserebbe che si tratti di una meravigliosa fiaba. In realtà la mia è stata una vita semplice, senza colpi di scena, ma, comunque, caratterizzata da una protagonista, io, da un antagonista, la vita con i suoi eventi, da un elemento fantastico e magico, l’Albero Frisco e da un lieto fine, come ogni fiaba che si rispetti.
Sono nata a Carbonara, una frazione di Teano, e ancora oggi che sono una signora un po’ attempata abito nella stessa casa dove sono cresciuta, perché non potrei mai e poi mai lasciare la mia terra che mi ha vista crescere e aiutata a diventare la donna che sono. Bosco Paradiso è stato il mio baby-parking, il mio diario segreto e il mio “altrove” per sfuggire alla routine. Fin da piccola, ogni sabato, eccetto quando il brutto tempo non lo permettesse, dopo la scuola e il pranzo con tutta la famiglia, correvo dal mio paesello a Casale per imboccare il sentiero che mi avrebbe condotta fino al castagneto dal quale si vedeva, così come ancora oggi, su di un altopiano immerso nel verde il custode indiscusso del mio luogo del cuore: l’Albero Frisco. Certamente il più imponente, bello e vecchio albero del territorio teanese. All’ombra della sua frondosa e verde chioma mi riparavo dal sole nelle lunghe estati, quando diventava compagno di letture appassionate e avventure vissute ad occhi aperti facendomi conoscere il piacere di condividere pensieri e emozioni nel silenzio della parola che dà voce all’ assordante suono della fantasia. In autunno, quando tutto intorno a lui si vestiva di nuovi colori, imperterrito non mutava quasi a voler rassicurare tutti, compresa me che, anche se ciò che ci circonda si trasforma, ognuno di noi deve continuare ad essere ciò che è, conservando la propria identità a dispetto della maggioranza per restare integro e radicato a se stesso. Perfino in inverno, nella stagione più dura per la natura, l’Albero Frisco si differenziava, diventando ancora più visibile, perché, al contrario delle piante circostanti, non perdeva subito il suo manto insegnandomi la forza della resistenza, dell’unicità che noi tutti possediamo e non sempre conosciamo, approfondiamo e valorizziamo. In primavera, restava lì come un attento osservatore a guardare la meraviglia che accadeva davanti ai suoi occhi invitandomi a prenderne parte perché non vi è nulla di più bello che saper gioire di ciò che accade intorno a noi, sebbene non ci coinvolga personalmente. Dalla bellezza non si può che trarre giovamento, la sua visione, come in un caleidoscopio, produce una miriade di immagini ed esempi di magnificenza che educano e nutrono l’anima.
Innumerevoli sono le esperienze che ho condiviso con il mio compagno di crescita nelle mie e sue diverse stagioni di vita. A lui ho sussurrato desideri, bisogni, amori, incertezze, dolori e perdite. Grazie all’Albero Frisco, nel Bosco Paradiso, ho conosciuto la magia che mi lega alla natura che con il perfetto equilibrio della sua ciclicità mi ha insegnato la possibilità di vivere un lieto fine.
*****
L’Albero Frisco
Immobile da sempre
cielo tra i rami
terra nelle radici.
Non rinunci mai
al tuo colore
al tuo posto,
a darmi sollievo.
Per sempre uniti
da una trama
che ciclica si rinnova.
Complice il vento,
sfoglia le pagine
di una vita, la mia
così come le foglie
sui rami, le tue.
Insieme noi
per vivere,
seppur diversi,
un lieto fine.
Eva Pino
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 8 Agosto) |