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L'ASSOCIAZIONE |
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il Sidicino |
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Indice Mario Nassa |
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| TEANUM SIDICINUM / RILETTURA SOMMARIA, |
| CON RAFFRONTI, DEI PIÙ SIGNIFICATIVI CONTRIBUTI |
| SULLA MONETAZIONE ANTICA (II parte) |
| Successivamente, grazie ad un migliore esemplare presente nella sua collezione, ne completò da oltralpe la leggenda Joseph Pellerin: |
…Outre la lettre  qui termine le mot dans la médaille ici rapportée, la seconde lettre n’a point la forme d’un  Etrusque ou Osque, comme dans la médaille de M. Mazocchi. Elle ressemble entièrement au lambda grec Λ que l’on met communément dans les alphabets Etrusques au nombre de celle qui répondent à la lettre L latine.
Les Savants d’Italie qui ont écrit sur les caractères de cette langue, ne sont pas tous d’accord sur la valeur que doit avoir cette lettre Λ dans les inscriptions et autres monuments Etrusques où elle se trouve. Le Marquis Maffei, entre autres, l’a mise au rang des incertaines.
S’il y avoit une barre ou trait transversal, comme dans la lettre  , il n’y auroit point de difficulté, les Etrusques ayant souvent employé l’ A à la place du caractère  dans leur écriture. Peut-être que cette voyelle Λ sans barre, au milieu avoit un son différent, et plus doux que celui des caractères A et  , de forte que les lettres ΛT étoient prononcées à peu-près comme Tea, d’où les Latins avoient appellé la ville en question Teanum, et non pas Taanum.
La lettre  qui, avec un jambage fort court, ressemble à l’ancien rho Grec, avoit aussi, selon les apparences, un son ou valeur différente de la lettre  Etrusque. Celle-ci étoit prononcée, suivant Gori, comme l’ R latin et le P grec, au lieu que le son du caractère Etrusque approchoit de celui du D latin. C’est pourquoi les anciens Romains disoient en leur langage grossier Arvosus, au lieu d’Adversus, Arvolare, au lieu d’Advolare, etc. mais sans prétendre rien décider sur la valeur de ces lettres Λ et  , on peut seulement assurer que l’une et l’autre se trouvent dans les légendes des deux médailles de cette collection.(9) |
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J. Pellerin, Recueil de Médailles…, tav. IX, n. 50 |
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Ai lettori di lingua italiana la notizia dell’esemplare parigino pervenne grazie a monsignor Mario Guarnacci che, a sua volta, ne aveva avuto comunicazione dall’abate Barthelemy.
Al volterrano dobbiamo anche la notizia della pubblicazione da parte del Maffei del tipo con scritta latina già trattata in precedenza.
Infine volle, rischiando di suo, attribuire a Teano una moneta appartenente alla ionica Teos, pubblicata, come si è visto, a suo tempo, senza indicazioni, da Agustin.
Io per me credo, che appartenga a questa istessa Città un’altra Medaglia Greca riportata dall’Agostini Dial. V. pag. 158., che ha un Grifo alato, e nel roverscio una sola corona di frondi, dentro a cui vi è scritto THIΩN; quasi che voglia dire dei Teani, o Tejani; e qui la riporto al num. 7. Per altro ancorché qui vediamo questa Medaglia Greca di Teano, serbò questa Città le memorie della sua prisca qualità Tirrena, o Osca fino ai tempi di Strabone.(10)
Negli stessi anni, prontamente, intervenne anche Niccolò Ignarra che segnalò il rarissimo nummo presente nel museo del duca di Noja recante il toponimo completo TIANVR ΣIΔIKIN, così come tramandato da Strabone(11), e altri nei quali si leggeva solo TIANVR e in uno soltanto TAIAN(12).
In nota, poi, chiedendosi se la desinenza osca -ur fosse da equiparare al genitivo plurale latino di seconda declinazione -orum oppure rappresentasse un primitivo toponimo della cittadina, espresso con il nominativo neutro, propendé maggiormente per quest’ultima ipotesi. |
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N. Ignarra, De Buthysiae Agone... |
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Come è stato per Mazzocchi riguardo all’etimologia e per Guarnacci in merito alla scritta THIΩN, anche a Ignarra concediamo l’errore di attribuire, viceversa, a un’officina napoletana dell’epoca di Adriano, celebrante Antinoo sotto le sembianze di Apollo, quello che in realtà era, ancora una volta, un bronzo di Teano.
Hinc mihi videtur, ad Antinoum pertinere nummus ille aereus Neapolitanus, a Gesnero in Num. Popul. Tab. XLVII 33 editus, in cujus antica facie visitur elegantissimus adolescens, crispata ac promissa in humeros coma, quam duplex lauri sertum cingit, cum hac epigraphe: ΣϒΝΝΑΤ, ut nunc apud Gesnerum legitur, sed quam ne dubites in ΣϒΝΝΑoϒ refingere.(13) |
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J. J. Gessner, Numismata graeca populorum et urbium, tab. XLVII, n. 33 |
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Negli stessi anni, Charles Combe (1743-1817), medico e numismatico, membro della Società degli Antiquari e della Royal Society di Londra, diversamente da Ignarra, lesse sul rovescio di uno dei quattro bronzi inventariati al Museo Hunter SIKIKIN.(14) Altri due avevano la sola scritta TIANVR nel dritto e uno era del tipo Atena/Gallo; vi comparivano, inoltre, ancora due monete appartenenti al gruppo delle coniazioni in argento del quale aveva già parlato (ma con lettura TEANIum) il franco-britannico Louis Dutens (1730-1812) reputando la notizia inedita.(15) |
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C. Combe, Numorum veterum populorum et urbium… tav. 57 fig. 3 |
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L Dutens, Explication de quelques médailles… tav. II fig. 9 |
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Franz Neumann si soffermò, particolarmente, sul mutevole secondo carattere della leggenda osca che, nell’esemplare di bronzo in suo possesso, appariva nitidamente come una Y rovesciata(16). Come lui, anche Michelet d’Ennery, nel descrivere una medaglia simile riportata al n. 410 della sua collezione, lamentava le difficoltà interpretative di alcuni segni alfabetici, malgrado l’impegno profuso da famosi ricercatori del tempo.
Il compendio di fine secolo offerto da Joseph Eckhel sulla zecca teanese contiene parecchi degli argomenti messi in evidenza finora, a conferma che l’opera del gesuita austriaco si rivela sempre utile per chi intraprende questo tipo di studi.
Come anticipato, in esso è pure descritta una terza tipologia, in argento, ancora più affascinante delle altre, che presenta nel dritto la testa di Ercole con leontè e nel rovescio una triga guidata da Nike(17).
Consigliandone pertanto la visione, anche per gli accenni, qui taciuti, ai musei possessori di tali rarità, passiamo all’Ottocento.
Domenico Sestini, che aveva già elencato la zecca di Teano tra quelle della Campania nella parte I delle sue Classes generales geographiae numismaticae... del 1797, ritornò a inizio secolo sull’argomento per precisare alcuni dati bibliografici e apportare la seguente importante correzione a quanto da lui stesso indicato riguardo a una medaglia in dotazione al museo De Schellerscheim(18) ma di provenienza napoletana:
Noterò poi, che in tutte quelle medaglie, dove fu letto SIDIKINVM lo fu erroneamente, poiché in varie del museo Gothano osservai distintamente SIDIKINVR retrograde e con l’istessa desinenza osca di Tianur, non che con le istesse lettere antiquate.(19)
Due monete d’argento con leggenda osca, delle quali una presente a Londra nel medagliere di Lord Northwich, furono descritte, poco dopo, da Theodor Mionnet, insieme a otto di bronzo(20); altri tre didrammi e ben diciassette bronzi dichiarò di possederne, nel 1812, il cavalier Francesco Carelli all’interno della sua famosa collezione(21); e, ancora, nel regio medagliere danese pubblicato dal direttore Christian Ramus erano, a quell’epoca, inventariati 6 bronzi di Teano: due appartenenti alla serie Pallade/Gallo e quattro a quella Apollo/Toro androprosopo(22). Di questi uno soltanto, con toponimo completo, appariva raffigurato nella tavola I n. 9. |
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C. Ramus, Catalogus numorum veterum... |
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Tra i locali di questo primo quarto di secolo va ricordato l’arcadico Michele Broccoli (1781-1826), un sacerdote nativo di Vairano Patenora. “Profondo ed acuto conoscitore della storia antica e moderna, sia sacra che profana pubblicò in sei volumi la «Storia di Teano sidicino antico e moderno» ricca di memorie e documenti del paese che lo ospitava”(23).
Il decano, nel capito XV dell’opera, dedicato alle monete degli antichi sidicini, dimostrò una considerevole conoscenza riguardo agli scritti di alcuni degli autori finora trattati ma ignorando, purtroppo, altre importanti opere a cominciare dalla Raccolta di medaglie di Pellerin volle seguire l’opinione del Guarnacci continuando ad attribuire a Teano la famosa moneta di Agustin e spiegando, nel capitolo seguente rivolto alla Religione dei Teanesi, a quale divinità era riferito il grifo.
... I Sidicini adoravano anche il Dio Apollo. I Grifi, che si vegono in talune medaglie appartenenti a questa Città indicano ciò. In molti antichi monumenti veggonsi de’ grifi attaccati alle ruote del carro di Apollo. Altri dicono, che sotto la figura del grifo volessero gli antichi esprimere la grande attività del Sole. Il grifo si trova anche consecrato a Giove...(24)
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Real Museo di Napoli, vol. III, Napoli, Stamperia Reale, 1829 tav. XVI |
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(fine II parte)
NOTE
9) J. PELLERIN, Recueil de Médailles de Peuples et de Villes, qui n’ont point encore été publiées, ou qui sont peu connues, tome premier, Paris 1763 pp. 63-64 e tav. IX n. 50 a p. 68.
(10) M. GUARNACCI, Origini italiche o siano memorie istorico-etrusche sopra l’antichissimo Regno d’Italia, e sopra i di lei primi abitatori nei secoli più remoti, Lucca 1767, tomo II, pp. 265-266 e tav. XVII nn. 5-8 nella quale riassume graficamente gli sforzi “positivi” fatti dai suoi predecessori.
(11) Teanum Sidicinum... ipso cognomento ostendit, se ad Sidicinos pertinere, qui sunt Osci, gens Campanorum superstes, ita ut possit Campaniae dici; ipsa quoque urbium in via Latina sitarum maxima. Per comodità di scrittura si è preferita la versione latina riportata dallo stesso Ignarra subito dopo quella greca.
(12) N. IGNARRA, De Buthysiae Agone Puteolano dissertatio, in “De Palaestra Neapolitana...”, Napoli 1770, pp. 267-268.
(13) N. IGNARRA, op. cit., Napoli 1770, pp. 259-261. La raffigurazione n. 33 della tav. 47 pubblicata da Gessner apparteneva a una moneta presente nel regio gabinetto di Berlino già dichiarata incerta dal collezionista Pfau, dal quale proveniva, a p. 585 del suo catalogo stampato postumo nel 1745.
(14) C. COMBE, Numorum veterum populorum et urbium, qui in museo Gulielmi Hunter asservantur, descriptio figuris illustrata, Londini, 1782, p. 317 e tav. 57 fig. 3. La leggenda di questo esemplare sarà, successivamente, corretta in SIRIKIn[uR] da G. MC DONALD, Catalogue of Greek Coins in the Hunterian collection..., Glasgow 1899, p. 114.
(15) L. DUTENS, Explication de quelques médailles grècques et phéniciennes, avec une paleographie numismatique, II edition, Londres 1776, p. 222.
(16) F. NEUMANN, Populorum et Regum numi veteres inediti, Vindobonae 1779, pp. 17-19.
(17) J. ECKHEL, Doctrina numorum veterum, pars I, vol. I, Vindobonae 1792, pp. 117-118. Di questa moneta, presente nel museo Vitzaniano in ottimo stato di conservazione, egli aveva già pubblicato diciassette anni prima nel volume Numi veteres anecdoti ex museis... pars I, 1775, p. 21 (tav. II n. 8), segnalandone pure un’altra simile presente nella raccolta di Thomas Pembrock malamente attribuita dal compilatore alla sfera punica (Numismata antiqua in tres partes divisa..., 1746, Parte II, tav. 89).
(18) D. SESTINI, Descriptio numorum veterum ex museis Ainslie, Bellini, Bondacca... 1796, p. 14.
(19) D. SESTINI, Lettere e dissertazioni numismatiche ossia descrizione di alcune medaglie rare del Museo Regio di Berlino e di altri musei con più la critica sopra altre descritteci da vari autori, tomo ottavo, Berlino 1805, p. 29. Ciononostante, nella seconda edizione delle Classes generales... pubblicata a Firenze nel 1821, p. 14, riporta TIANVR SIDIKINVD (v. anche tav. I, n. 66.
20) T. E. MIONNET, Description de médailles antiques, grecques et romaines,a tome I, Paris, 1806, p. 125-126 nn. 261-270. Nel Supplement del 1819, p. 256, furono aggiunte una rettifica e altre tre medaglie.
(21) F. CARELLI, Nummorum veterum Ialiae... descriptio, Napoli 1812, p. 13.
(22) C. RAMUS, Catalogus numorum veterum graecorum et latinorum musei regis Daniae, Parte I, Hafniae 1816, pp. 36-37.
(23) G. DI MUCCIO, Storia di Vairano Patenora, Pitigliano 1990, pp. 228-29.
(24) M. BROCCOLI, Teano Sidicino antico, e moderno, Napoli 1821, Parte I, pp. 90 e sgg.
Mario Nassa
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 4 Aprile) |
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