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L'ASSOCIAZIONE |
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il Sidicino |
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Indice Mario Nassa |
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| TEANUM SIDICINUM / RILETTURA SOMMARIA, |
| CON RAFFRONTI, DEI PIÙ SIGNIFICATIVI CONTRIBUTI |
| SULLA MONETAZIONE ANTICA (I parte) |
...per tuas semitas / duc nos quo tendimus, /
ad lucem quam inhabitas.
San Tommaso D’Aquino |
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Rileggiamo la lettera scritta, il 6 febbraio 1559, dal vescovo di Alife Antonio Agustin all’amico Fulvio Orsini, questa volta, direttamente dalla tesi di dottorato(1) del prof. Joan Carbonell i Manils Epigrafia i Numismatica a l’epistolari d’Antonio Agustin (1551-1563), Bellaterra, Publicacions de la Universidad Autonoma de Barcelona, 1992 pp. 310-311.
In essa, come vedemmo nell’articolo segnalato in nota, già si faceva cenno a una moneta “con certe lettere scritte al contrario” che, seppure il grande umanista tendeva ad attribuire a Nuceria, è stata correttamente assegnata dal dotto annotatore alla nostra Teano.
A metà Cinquecento, come si è più volte sottolineato, gli studi numismatici erano appena agli inizi e noi che oggi li rispolveriamo, più che soffermarci compiaciuti sugli errori inevitabili commessi, dobbiamo piuttosto rendere omaggio a quegli illustri antesignani grazie ai quali si iniziarono a stabilire le basi della moderna analisi numismatica(2). |
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Pagine tratte da J. Carbonell i Manils, Epigrafia i numismatica a l’epistolari d’ Antonio Agustin.
(Tutte le immagini contenute in questo articolo sono state scelte e curate da Valentino Nassa) |
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Le particolarità del conio segnalato sono le seguenti.
Al dritto: testa laureata di Apollo volta a sinistra con simbolo variabile dietro la nuca. Al rovescio: verso destra, toro androprosopo sovrastato da Nike in volo nell’atto di incoronarlo, tra le gambe del mostro un astro a cinque punte; in esergo la scritta retrograda TIANUD in alfabeto osco. |
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Teanum Sidicinum Æ Obol. ca 265-240 B.C.
WildWinds Data Bank,Sear Greek Coins … (SG) n. 567 |
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Sulla datazione di tali monete (264-241 a.C.) leggemmo in passato le parole della prof. Marina Taliercio Mensitieri(3).
Riguardo al peso, sappiamo che, mediamente, esso oscilla intorno ai 6 grammi.
Nel quinto dei suoi famosi dialoghi, il vescovo Agustin pubblicò anche una moneta che sarà più volte tirata in ballo dagli eruditi dei secoli che si andranno a scorrere, pertanto è opportuno riproporla, in attesa di parlarne. |
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Immagine tratta da A. Agustin, Dialogos de Medallas... |
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Meno problematica è un altra coniazione teanese, sempre in bronzo, riportata in una pubblicazione di Ulisse Aldrovandi (1522-1605) medico e filosofo bolognese nonché botanico e naturalista di spicco della sua epoca(4).
In Tianensium quodam numo etiam gallus conspicitur erectae figurae ceu cucu<r>ritum edens, cui supra cristam granum tritici, et a tergo astrum: ante talis inscriptio: ΤΙΑΝΟ: ab altera parte Martis caput galeratum. Credendum ergo, gallum in tali numo expressisse, quoniam Martis ales est, et granum tritici fertilitatis ex agricultura symbolum esse. Quod ad stellam attinet, quae pariter in aliquot aliis vicinorum populorum numis conspicitur, nonnulli eo referendum putant, quod magna Graecia prius Hesperia dicta sit: Hesperum itaque, sive vesperuginem (quam Venerem non sine ratione quidam opinati sunt) his nummis exprimi.
In una moneta degli abitanti di Teano si vede un gallo con un atteggiamento eretto come se stesse cantando, sulla cui cresta si trova un chicco di frumento e sulla schiena un astro: nel dritto si trova questa iscrizione: TIANO. Nel rovescio c’è la testa elmata di Marte. È da ritenere che abbiano rappresentato il gallo in tale moneta in quanto è l’uccello di Marte, e il chicco di frumento in agricoltura è un simbolo di fertilità. Per quanto riguarda la stella, che ugualmente si può osservare in alcune altre monete di popolazioni vicine, taluni ritengono che vada riferita al fatto che la Magna Grecia fu prima chiamata Esperia: pertanto su queste monete viene raffigurato Vespero o stella della sera (che, non senza motivo, alcuni hanno ritenuto essere Venere).
In tutto simile all’emissione caiatina, presenta al D/ la testa di Minerva volta a sinistra, con elmo corinzio. Nel R/ è un gallo stante che guarda a destra, alle sue spalle, in alto, una stella a otto raggi; la legenda, in questo caso in caratteri latini, è TIANO.
La fonte dalla quale Aldrovandi ricavò la notizia (probabilmente attraverso la mediazione di Fulvio Orsini) è, come si evince dal raffronto dei testi, quella di cui si dirà appresso.
In numismatica, il secolo XVII è segnato soprattutto dalle figure di Charles Patin e Jean Vaillant ma anche dalle riedizioni delle opere dell’eclettico artista fiammingo Hubert Goltz (1526-1583). Nello specifico l’interesse è qui rivolto, in modo esclusivo, alla seconda e più significativa tiratura della sua rassegna sulle monete di città Siciliane e della Magna Grecia, uscita dalle stampe, in limitate copie, oltre quarant’anni prima (1576).
Nella tavola 19 del libro stampato ad Anversa sono raffigurate due monete attribuite dall’autore a Teano Sidicino con le parole sotto riportate:
...Ceterum quod ad numismata pertinet, primo quidem Apollo capite radiante, aversa parte Luna falcata gibberaque, et cornibus singula complexa stella globu sinu excipit. Altero, Mars galeatus et gallus Martis ales exprimitur, cui supra cristam granum tritici, fertilitatis ex agricultura symbolum, est ad pictum, quod potissimum effecit, ut Tianensibus Sidicinis istud numisma adscriberemus, quia Sidicinus ager frumenti praestantia, sicuti Apulorum olearum cultu commendatur. Quod ad stella utrobique et varijs inde numismatibus ad pictas pertinet, nonnulli eom referendum putant, quod Magna Graecia prius Hesperia dicta sit: Hesperum itaque sive Vesperuginem, (quam Venerem non sine ratione quidam opinati sunt) his nummis exprimi...(5) |
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Illustrazione tratta da H. Goltzius, Sicilia et Magna Graecia... |
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Altro accenno è nell’opera del gesuita francese Jean Hardouin (1646-1729) il quale dichiarò di averne un esemplare nella propria collezione:
Tiano. Nummi Musei nostri, in quibus gallinacei sculpta effigies, ut in Suessae, et Caleni nummis: ex parte aversa, Palladis caput, ut in Suessanis. Plinio, lib. III sect. IX Colonia Teanum Sidicinum cognomine, in prima Italiae regione, in qua Latium et Campania continetur. Nunc Tiano, ad fontes fluvii Savonis.(6)
Il Settecento, diversamente dal secolo precedente, riserverà più copiosi spunti alla nostra ricerca.
La prima notizia ancora una volta su monete di Tiano con Pallade e Gallo presenti nel suo medagliere, a Verona, la ricaviamo dalle opere del marchese Francesco Scipione Maffei (1675-1755).(7) |
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F. S. Maffei, Origines Etruscae et Latinae, tav. 2 n. 1 |
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Dopo di lui, il canonico della cattedrale di Napoli, Alessio Simmaco Mazzocchi, dissertando sopra l’origine degli Etruschi, nel 1741 scrisse:
Teanum poi (che nel tempo di Strabone era dopo Capua la maggior Città di Campania) trovasi senza la minima alterazione in cinque, o sei radici Ebraiche: perciòcché e le gregge, e i fichi, e le Mole da macinare dar le poterono il nome. Evvi però un’altra etimologia più propria, di cui parlerò in altro tempo, siccome del cognome di lei Sidicinumi; per cui differiva dal Teanum di Puglia. Che fusse poi il nostro Teano Città Tosca si conferma colla medaglia, che da me si possiede di esquisito lavoro a paro delle Capuane, (...) in cui in caratteri Etruschi si legge TAANU. Ebbevi nella medaglia forse un altro carattere al fine della leggenda, che al presente è logoro del tutto, rimastovi solo lo spazio, in cui poteva essere altra lettera.(8)
La medaglia alla quale egli accennava è dello stesso tipo di quella tramandata da Agustin e, anche se fu letta in modo approssimativo, risulta correttamente attribuita. |
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A. S. Mazzocchi, Sopra l’origine de’ Tirreni |
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(fine I parte)
NOTE
(1) V. a cura di M. NASSA, Il contributo di Antonio Agustin all’epigrafia e alla numismatica nel periodo di residenza ad Alife, in V. NASSA, “Elaborazioni e aggiunte fotografiche...”, vol. II, Roma 2011 nel quale è anche una breve introduzione all’epistolario relativamente alla breve permanenza in diocesi del prelato.
(2) Istruttivo al tal proposito è J. CARBONELL MANILS, De nummos antiquos interpretandi arte. El “metodo” de Antonio Augstin. Entre tradiccion e innovacion, in M. CAMPO (ed.) “La interpretaciό de la moneda: passat i present”, Barcelona, Museu Nacional d’Art de Catalunga. 2007, pp. 9-30.
(3) Cfr. M. NASSA, Cubulteria. Ragguagli sulla moneta attribuitagli e sul controverso simbolo del toro androprosopo, in Annuario ASMV 2010 pp. 228-229.
(4) U. ALDROVANDI, Ornithologiae tomus alter - Liber decimusquartus qui est de Pulveratricibus Domesticis, Bologna 1600 (p. 153 dell’edizione Francoforte 1610).
(5) H. GOLTZIUS, Sicilia et Magna Graecia sive Historiae Vrbium Populorumque Graeciae ex antiquis nomismatibus, Liber Primus, Antverpiae 1618, p. 231. La prima è chiaramente un’oncia romana.
(6) J. HARDUIN, Numi antiqui populorum et urbium illustrati, Parisiis 1684, p. 488. L’autore attribuisce a Teanum Italiae oppidum anche quella cum Lune falcatae effigie riportata da Goltz.
(7) F. S. MAFFEI, Origines Etruscae et Latinae, Lipsiae 1731, p. 50 e tav. 2 n. 1; e Verona illustrata, Parte III, Verona 1732, p. 488.
(8) A. S. MAZZOCCHI, Sopra l’origine de’ Tirreni. in “Saggi di dissertazioni accademiche pubblicamente lette nella Nobile Accademia Etrusca dell’antichissima città di Cortona”, Tomo III, Roma 1741, Dissertazione I, Diatriba V, p. 39.
Mario Nassa
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 3 Marzo) |
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