In un'epoca in cui i fiumi sembrano esistere solo come linee azzurre sulle mappe o come ricordi d'infanzia, c'è chi sceglie di chinarsi sulla terra, ascoltare l'acqua, osservare le rive. È questo lo spirito che anima la nuova indagine naturalistica promossa dalla Società dei Naturalisti di Napoli, in collaborazione con il Comitato Tutela del Torrente Savone, lungo il tratto collinare del fiume che attraversa silenziosamente, ma non per questo senza importanza, il cuore del territorio campano, da Roccamonfina fino a Teano.
Non si tratta di un'escursione qualunque, né di un semplice evento didattico: questa è ricerca sul campo, vera, concreta, con l'obiettivo di raccogliere dati aggiornati sulla biodiversità di un ecosistema dimenticato. Il Savone, troppo spesso relegato al ruolo di “corso d'acqua secondario”, viene per una volta riportato al centro della scena, come testimone vivente del patrimonio naturalistico e storico di queste terre. A pochi chilometri dai centri abitati, il Savone conserva ancora habitat preziosi, specie rare, forme di vita adattate a un equilibrio che sta rapidamente scomparendo altrove. L'iniziativa mira a catalogare questa ricchezza, dando finalmente dignità scientifica a un territorio che, pur essendo stato centrale nella storia, resta oggi ai margini delle narrazioni ambientali. Il lavoro degli specialisti, botanici, zoologi, ecologi, si intreccerà con quello di appassionati e volontari, in un'esperienza che è al tempo stesso ricerca, educazione e impegno civico. I dati raccolti non finiranno in un cassetto, ma saranno inclusi in una pubblicazione scientifica: un passo importante per costruire una conoscenza condivisa e duratura.
Il Savone non è solo un torrente: è un filo liquido che cuce insieme colline, boschi, comunità, delineando un paesaggio unico e stratificato. Parte da Roccamonfina, terra di vulcani e castagni, attraversa vallate e borghi, lambisce Teano, antico crocevia di popoli e storia. Riportare attenzione su questo corso d'acqua significa anche restituire valore all'identità del territorio. In un momento storico in cui si parla spesso, e troppo vagamente, di sostenibilità, questa iniziativa rappresenta un esempio concreto di come la scienza possa dialogare con il territorio. Non si tratta di una semplice osservazione della natura, ma di un gesto culturale e politico: dimostrare che anche luoghi meno “spettacolari” possono essere epicentro di conoscenza, memoria e futuro.
Il progetto ha già attirato l'attenzione di enti e istituzioni, tra cui il Parco Naturale di Roccamonfina, di cui è stato richiesto il patrocinio, e si candida a diventare un modello replicabile in altri contesti, sia per l'approccio metodologico che per la capacità di creare comunità attorno a un'idea di territorio consapevole e partecipato. In un'Italia in cui si celebrano grandi eventi e si dimenticano i fiumi, l'indagine lungo il Savone è una piccola rivoluzione. Una di quelle che non fanno rumore, ma scavano in profondità. Come l'acqua. Come la scienza. Come chi ha ancora il coraggio di camminare lungo i margini, per restituire centralità a ciò che conta davvero.
Gennaro Loffredo
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 9 Settembre) |