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“Convivio diVino” - La degustazione del 17 aprile 2026

 

Agli inizi degli anni duemila, in una delle nostre prime edizioni di “vèrsano a Versàno” chiedemmo dei campioni di vino di “Terra di Lavoro” all'azienda Galardi per farli degustare ai nostri ospiti. L'azienda ci mise a disposizione solamente una bottiglia vuota, scusandosi per non aver potuto esaudire la nostra richiesta per la mancanza del vino in cantina.
Noi la esponemmo lo stesso con orgoglio, perché per noi rappresentava, anche con la sola etichetta, un grande successo del nostro territorio.
L'anno successivo l'azienda Galardi ci mise a disposizione un intero cartone di sei bottiglie di “Terra di Lavoro 2000” per la degustazione degli ospiti de' “I Palazzuoli” e cosi instaurammo una piacevole amicizia con i titolari dell'azienda.
È stato, quindi, con grande piacere che venerdì 17 dello scorso mese di aprile, nell'incantevole borgo medievale di Sipicciano di Galluccio, immerso nel verde dei secolari castagneti del Parco Regionale di Roccamonfina, con il gruppo degli edonisti del Convivio diVino abbiamo degustato il “Terra di Lavoro” 2022 e il “Terra di Rosso” 2021.
Siamo stati accolti dal parroco, don Francesco Di Nucci e dalla “nostra” Mariangela che assieme al “nostro” Alfredo ci hanno raccontato la storia della chiesa di Santa Maria del Trionfo (sec. XVII) dove abbiamo potuto ammirare un bellissimo polittico del 1679 e la statua di Sant'Ansano del XV secolo. Dopo l'interessante visita abbiamo continuato il percorso a piedi, guidati dai nostri ciceroni, per le viuzze del paese che costeggiano antichi palazzi e gruppi di casette e di antiche costruzioni in pietra come il bellissimo lavatoio e abbeveratoio, anch'esso in pietra, che si trova scendendo una delle tante caratteristiche gradinate che portano verso la parte bassa del borgo, presso cui si trova il ristorante Casale Le Arcate, che ha sede in un palazzo nobiliare del '700. Qui ci aspettava la gentilissima signora Assunta, che ha preparato per noi un gustosissimo menù realizzato esclusivamente con prodotti del nostro territorio a cui abbiamo abbinato i due vini oggetto della degustazione: il “Terra di Rosso” 2021 e il blasonato “Terra di Lavoro” 2022, entrambi della IGP Campania Rosso, dell'azienda “Galardi”, i cui vigneti si trovano ad un tiro di schioppo da Sipicciano e che da alcuni anni è stata acquisita dal Gruppo tenute Capaldo, proprietario anche dell'az. “Feudi di San Gregorio” di Sorbo Serpico, in provincia di Avellino.
La degustazione dei due vini ha suscitato un interessante dibattito tra i convitati, sull'utilità dei marchi di certificazione dei prodotti di qualità e sulle caratteristiche gusto/olfattive dei vini rilevate dai nostri esperti degustatori.
L'azienda Galardi
1850 – 1977 - Le origini della famiglia risalgono alla seconda metà dell'800. Pasquale Galdieri acquista diversi ettari di querce, una fattoria ed un Palazzo situati sul Vulcano di Roccamonfina. Decide di convertire le querce in castagneti e diversifica la produzione aggiungendo alcune piante di ulivo. Il Palazzo nel 1943 viene occupato dai tedeschi come loro quartier generale facendolo poi esplodere all'arrivo degli Americani. La figlia di Pasquale Virginia, insieme al marito Guido Bartoli, convertono così la fattoria Vallemarina per ospitare la numerosa famiglia.
Nel 1977 Roberto Selvaggi viene invitato e conosce Maria Luisa Murena, pronipote dell'ultimo ministro delle finanze del Regno delle Due Sicilie. Inizia così la sua lunga ricerca sulla storia del meridione e sul Regno Borbonico trovando testimonianze nella loro casa.
1990 – 1994 - Roberto, appassionato di vini di Bordeaux decide di voler produrre un vino rosso di alta qualità. Sui terreni Bartoli è piantato mezzo ettaro di vitigni non autoctoni e coinvolgendo la moglie Maria Luisa ed i cugini, Arturo Celentano, Dora e Francesco Catello, inizia l'avventura vitivinicola. Roberto contatta l'enologo Riccardo Cotarella e lo convince ad avviare la consulenza enologica in quei luoghi poco conosciuti e difficili anche da raggiungere.
Nasce così nel 1991 l'azienda Galardi da mezzo ettaro su cui Riccardo decide di innestare Aglianico e Piedirosso, i vitigni autoctoni della Campania. È un'azienda nata per gioco dove ognuno in famiglia proveniente da ambiti lavorativi diversi si occupa della vigna nel tempo libero e nel fine settimana. La cantina viene recuperata da una grotta sotto la villa di Vallemarina dove prima si svolgevano balli e feste della famiglia.
Arriva il 1994 che vede la prima vendemmia del Terra di Lavoro da cui vengono prodotte 500 bottiglie. Nome ed etichetta scelti da Roberto simbolo della sua passione per il Sud d'Italia. Due anni dopo tutte le bottiglie vengono interamente acquistate dal mercato americano al primo Vinitaly. La storia si ripete l'anno successivo per il Terra di Lavoro vendemmia 1995. Arriva così immediato l'interesse oltreoceano.
Galardi emerge nel panorama vitivinicolo italiano, amplia i propri vigneti a 4 ettari e ottiene la certificazione biologica nel 1997. Il Terra di Lavoro inizia a raccogliere premi nazionali e internazionali nel 1999, spingendo la famiglia a concentrarsi interamente su questo vino. Robert M. Parker lo definsce «A monster with extraordinary intensity and richness» mentre Veronelli «Uno dei migliori vini italiani l'anno scorso, ma a quanto pare il titolo ex equo sta stretto al Terra di Lavoro. Unica soluzione, la supremazia assoluta, raggiunta con il 1997». Si investe in attrezzature avanzate e si introducono formati di bottiglia più grandi, come il Magnum nel 1999 e il Doppio Magnum nel 2002. La produzione cresce costantemente, raggiungendo 7,5 ettari nel 2001, mantenendo un'elevata qualità e cura nei dettagli, come la chiusura delle bottiglie con ceralacca e la numerazione a mano.
Il 2003 segna un momento storico per Galardi: Robert Parker assegna 99 punti al Terra di Lavoro 2001, consacrando il vino come icona nazionale e internazionale. Roberto Selvaggi purtroppo non era presente all'annuncio di questo importante traguardo, essendo venuto a mancare qualche anno prima. Tuttavia, il suo ricordo vive forte nei cugini e nella moglie, che lo omaggiano come colui che ha avuto la lungimiranza di scorgere il potenziale di Galardi nella produzione di un vino eccezionale.
Negli anni successivi, i riconoscimenti si susseguono: il Terra di Lavoro 2003 viene premiato come Miglior Vino Italiano da diverse guide e conquista il massimo riconoscimento da Luigi Veronelli. La Guida Slow Wine del Gambero Rosso lo definisce “One Love. One Wine”, sottolineando la passione per questo vino eccezionale. L'azienda nel 2008 consolida l'estensione dei suoi vigneti a 9,5 ha.
Nel 2012, Galardi entra a far parte dei 100 migliori produttori d'Italia per Wine Spectator, confermando il suo status di eccellenza.
Nel 2018, Allegra Selvaggi, figlia di Roberto, cresciuta professionalmente al di fuori dell'azienda ma legata profondamente alla terra d'origine, decide di portare avanti la promessa di suo padre e di continuare a far crescere Galardi. Si dedica completamente alla gestione dell'Azienda ed in prima persona alla vigna e alla cantina.
Per affrontare le sfide future, cerca un custode che sappia garantire la continuità e preservare l'unicità di Galardi. Nel 2023, l'azienda entra così a far parte del Gruppo Tenute Capaldo, che conferma Allegra come produttrice di Galardi con l'obiettivo di mantenerne autonomia e filosofia. Al suo fianco rimane Riccardo Cotarella. (web: Galardi – Terra di Lavoro)
Terra di Rosso 2021 IGP Campania – Galardi - Piedirosso 100% - Alcool 14%. “Terra di Rosso” di Galardi è il fratello minore del celebre Terra di Lavoro, ma ne condivide la stessa anima vulcanica e lo stesso rigore qualitativo.
Dopo una soffice pigio-diraspatura del Piedirosso, coltivato nei terreni vulcanici di Roccamonfina, avviene la fermentazione a contatto con le bucce per 20 giorni, con affondamento del cappello più volte al giorno. Il vino subisce un affinamento in barriques nuove per 8 mesi.
Il colore del vino è rosso rubino con riflessi violacei. Il bouquet dei profumi si compone di frutta rossa matura, con sentori erbacei e floreali. Al gusto è fresco, morbido vivace e persistente, caratterizzato da tannini piacevoli che gli conferiscono un'elegante finezza, sul finale note di speziatura balsamica.
Pasta al ragù, parmigiana di melanzane, pollo al forno.
“Terra di Lavoro” 2022 Campania IGT – Galardi - Aglianico e Piedirosso Alcool 13,5%. “L'annata 2022 è una campagna multi-cromatica in cui la siccità ha certamente prevalso, ma un terreno come quello vulcanico non ha permesso di svilirne i colori e le perfezioni” - Allegra Selvaggi -
Nonostante le condizioni climatiche difficili del 2022, il vino conferma la sua reputazione di eccellenza del territorio vulcanico di Roccamonfina.
Il vino colora il calice di un rosso rubino impenetrabile e brillante. Al naso non dominano le note fruttate, si percepiscono invece, sentori di liquirizia, spezie dolci, erbe balsamiche e grafite. Al gusto la morbidezza dei tannini conferma l'eleganza del vino assieme ad una spiccata acidità. Riaffiorano le note balsamiche e la grafite, il marchio distintivo della terra vulcanica.
Ideale con arrosti di carni rosse, selvaggina e formaggi stagionati.

Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXIII 2026 - n. 5 Maggio)

 
 
[Terra di Lavoro 1703. - Mappa della Provincia di Terra di Lavoro
durante il Regno delle Due Sicilie. Etichetta Storica di Galardi.]