Il venerdì sera del 19 dicembre 2025 i convitati del Convivio diVino si sono dati appuntamento a Teano, al Gran caffè Cristal per una degustazione davvero interessante dei tre vini bianchi dell'azienda Quintodecimo di Mirabella Eclano, in provincia di Avellino che hanno accompagnato delle originali preparazioni con alcuni salumi di suino di razza casertana e dei singolari formaggi selezionati da Enzo Martorella.
Siamo stati piacevolmente accolti dai titolari e gestori del prestigioso locale, la signora Pina con il marito Nino e i due loro figli Iole e Roberto, assieme ad un team di belle e brave collaboratrici.
Dopo una mia breve presentazione dell'azienda Quintodecimo e del suo fondatore, il prof Luigi Moio che ho avuto il piacere di conoscere ai tempi di “vèrsano a Versano” in uno dei tanti convegni sul vino che organizzammo in quel periodo che mi ha fatto ricordare la figura carismatica del padre del professore, Michele Moio che si intratteneva piacevolmente con noi quando andavamo ad invitare la sua azienda a partecipare alla nostra rassegna, siamo passati all'assaggio dei vini e dei piatti in degustazione.
Abbiamo iniziato il percorso con la Falanghina DOC “Via del Campo” 2023 a cui abbiamo abbinato un fiocco di Culatello di maiale nero casertano con stracchino di bufala, crackers di Chia e del pane particolare del beneventano chiamato “Scarrafun”.
Siamo passati quindi all'assaggio del Fiano di Avellino DOCG ”Exultet” 2023 che ha accompagnato un Panbrioches con mortadella di Maiale nero casertano, stracciata di bufala e granella di pistacchio.
A questo punto è intervenuto uno degli ospiti della serata, la signora Annamaria Tomaso, presente con il marito Eugenio, che ci raccontato la storia dell'azienda “Tomaso Salumi” di Faicchio (BN) che alleva Maiali di razza casertana e ne trasforma le carni in ottimi salumi.
La serata è proseguita con la degustazione dell'ultimo vino in programma, il Greco di Tufo DOCG “Giallo d'Arles” in abbinamento ad una “Stringata” sempre di maiale nero casertano servita con un altro pane tipico beneventano, lo Struffolo ed un formaggio caprino servito con pane carasau.
Dopo la degustazione dei vini prestigiosi di Quintodecimo, in cui abbiamo riconosciuto, anche se ognuno con le proprie caratteristiche peculiari, lo stile di vinificazione del professore Moio, abbiamo avuto il piacere di ascoltare l'altro nostro ospite, il maestro pasticciere Dario Saltarelli che ci ha affabulato con la sua voce mentre ci descriveva alcuni processi legati alla lievitazione, i suoi straordinari panettoni e ci raccontava la storia della “Polacca di Aversa” e quindi abbiamo assaggiato il panettone artigianale classico della sua pasticceria e ci siamo scambiati gli auguri per le feste di Natale brindando con uno spumante di Falanghina della cantina “Astroni” dei Campi flegrei.
Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXIII 2026 - n. 1 Gennaio) |
La Cantina - Il sogno di una vita
Il vino ha condizionato tutta la mia vita. Un sodalizio iniziato sin dalla nascita, nell'azienda di mio padre Michele Moio, storico produttore campano che negli anni '50 rilanciò il Falerno, il celebre vino caro agli antichi romani. Casa e cantina erano un tutt'uno e mio padre, come se fosse un gioco, sin da bambino mi impegnava e coinvolgeva nel suo magico mondo. In modo del tutto naturale ho intrapreso gli studi di enologia e la mia particolare inclinazione per lo studio e la passione per la ricerca scientifica, mi hanno condotto in un centro di ricerca della Borgogna, dove dal 1990 al 1994, ho approfondito gli aspetti scientifici dell'aroma del vino. Quegli anni in Francia sono stati fondamentali, non tanto per l'acquisizione di nuove conoscenze ma per la scoperta di un mondo fantastico, coincidente con l'idea di vino che avevo sempre avuto. Questa nuova visione del vino rafforzò enormemente in me, la passione che cominciai a vivere con grande entusiasmo. Al rientro in Italia, nel luglio del 1994, la voglia di fare era irrefrenabile e con il trascorrere del tempo sentivo sempre più forte il bisogno, intimo e interiore, di un mio spazio dove esprimere in piena libertà la mia creatività, le mie idee ed il mio amore per il vino. Finalmente nel 2001, insieme alla straordinaria passione di mia moglie Laura, il sogno cominciò a prendere forma, dando vita ad un vero e proprio “progetto di vita” che gradualmente ha portato alla nascita di Quintodecimo. Oggi, Quintodecimo è un fazzoletto di terra immerso nella verde Irpinia, in Campania, dove in un'armonia gioiosa con la natura ed il suo godimento, Laura ed io abbiamo realizzato il sogno fantastico di vivere nella vigna da noi piantata, con la forte ambizione di dar vita a grandi vini che siano purissima espressione dei cru di origine. -Luigi Moio-
I Tre Vini Bianchi
A Quintodecimo si producono tre vini bianchi, rispettivamente ottenuti dalla vinificazione in purezza delle tre principali varietà di uva bianca campane: Fiano, Greco e Falanghina. Le uve provengono da tre singole vigne ubicate nelle zone di elezione di ciascuna cultivar, chiamate, rispettivamente: Exultet, Giallo D'Arles e Via Del Campo. La vigna dell'Exultet si trova a Lapio, areale di massima espressione dell'uva Fiano; la vigna del Giallo D'Arles è a Tufo, culla del Greco di Tufo; la vigna Via Del Campo è stata piantata a Mirabella Eclano in un sito particolarmente adatto ad una piena espressione del potenziale enologico dell'uva Falanghina. Dunque i vini bianchi di Quintodecimo, sono tre cru in monovitigno, molto influenzati dall'annata nell'espressione del loro carattere varietale. -Quintodecimo-
VIA DEL CAMPO - IRPINIA FALANGHINA | DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA
Via del Campo esprime perfettamente tutto il carattere fruttato e minerale della Falanghina. È un cru ottenuto esclusivamente con le uve provenienti da una sola vigna di Falanghina che si trova a Mirabella Eclano. Presenta luminose tonalità giallo oro e profumi che spaziano da note di mela, ananas, erbe aromatiche e fiori di campo a raffinati toni salmastri e minerali. La struttura, avvolgente, rilascia delicate sensazioni mentolate e tostate derivanti anche dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere. Di immediato piacere da giovane, evolve in un bouquet ancora più complesso dopo qualche anno di bottiglia. -Quintodecimo-
EXULTET - FIANO DI AVELLINO | DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA
Exultet è un'elegante e raffinata interpretazione del Fiano di Avellino. È un cru prodotto esclusivamente con le uve provenienti da una sola vigna di Fiano che si trova a Lapio. Presenta un colore giallo luminoso con riflessi verdi e nitidi profumi varietali di tiglio, acacia e timo. Di struttura densa e continua sviluppa aromi di frutta esotica, agrumi canditi e miele in una lievissima matrice minerale. La sua particolare eleganza deriva anche dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere. È un vino longevo che può invecchiare bene anche per alcuni decenni grazie alla sua ricchezza in precursori d'aroma ed alla sua freschezza ed integrità di gusto. Il nome dato al vino prende origine dall'Exultet di Mirabella Eclano in cui viene riportato anche un omaggio alle api. Gli Exultet sono rotoli liturgici del medioevo meridionale. Essi sono una sorta di prodotto multimediale ante litteram formato da fogli di pergamena cuciti insieme sui quali è trascritto il testo della benedictio cerei, corredato da notazioni musicali ed illustrato da miniature che corrono nel senso inverso alla scrittura. -Quintodecimo-
GIALLO D'ARLES -GRECO DI TUFO | DENOMINAZIONE DI ORIGINE CONTROLLATA E GARANTITA
L'uva del vitigno Greco di Tufo è caratterizzata da un contenuto di materia colorante superiore alle altre uve bianche campane. Per questo motivo alla maturazione presenta un bel colore giallo dorato con toni ambrati dal lato del sole. Il mosto è giallo-ocra tendente al rossiccio. Il vino, se non sottoposto a chiarifiche, è giallo-oro intenso. Giallo d'Arles è un'interpretazione estrema e rigorosa del Greco di Tufo. È un cru prodotto con le uve provenienti dalla vigna del Giallo d'Arles che si trova a Tufo. Il colore giallo-oro antico, tipico della denominazione, è reso ancora più intenso dalla breve permanenza, durante la fermentazione, in piccole botti di rovere e dalla completa assenza di interventi di chiarifica. È un vino bianco con la struttura di un rosso, potente e raffinato, caratterizzato da una profonda mineralità fusa con note di albicocca e confettura di mela cotogna e da un gusto pieno e fresco. Giallo d'Arles ha anche una straordinaria predisposizione alla maturazione in bottiglia guadagnando, col trascorrere degli anni, in eleganza, complessità ed armonia. Il nome dato al vino è un omaggio al colore preferito da Van Gogh durante tutto il periodo trascorso ad Arles: un giallo preludio del rosso. -Quintodecimo- |