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“Convivio diVino” - La degustazione del 24 ottobre 2025

 

Il ristorante “Il Capriccio” di Caianello ha ospitato, la sera del 24 ottobre, gli amici del Convivio diVino che si sono incontrati per degustare due vini iconici dell'azienda Mastroberardino, il Greco di Tufo DOCG 2024 e il Lacryma Christi del Vesuvio Rosso DOC 2023. Abbiamo scelto questi due vini che ben si abbinano sia alle preparazioni che abbiamo assaggiato e sia alla filosofia della cucina del ristorante: piatti di qualità, ben cucinati e di sostanza, senza molti fronzoli che soddisfa appieno le esigenze degli ospiti del locale, per buona parte viaggiatori dell'autostrada A1, trovandosi proprio di fronte all'uscita del casello di Caianello, ma anche di ospiti del territorio che apprezzano la cucina del “Capriccio”.
Del “Greco” abbiamo apprezzato la freschezza e il fruttato, del “Lacryma” la morbidezza e la finezza del tannino.
Le signore Stefania e Chiara che gestiscono in cucina il ristorante assieme a Tommaso, Luca e Cristian che fa delle ottime pizze al forno, e sotto la supervisione della signora Adele che in passato ha creato e gestito il locale e con la partecipazione della piccola e simpatica Cloe, ci hanno preparato un antipasto in cui spiccava una saporitissima bruschetta con lardo di Colonnata IGP a cui abbiamo abbinato il Greco di Tufo; dei Bigoli fatti a mano e trafilati al bronzo con funghi porcini, noci e crema di caso peruto che ci hanno fatto percepire in pieno il sapore dell'autunno e a cui abbiamo accostato il Lacryma Christi, ed in fine il Ramos Pinto Porto Late Bottled Vintage, non filtrato, ha accompagnato un dolcissimo “Capriccio di nocciole mortarelle e cacao amaro”.
Come sempre la serata si è conclusa con la lettura di due poesie del nostro poeta Pasquale Cominale e di un articolo del nostro giornalista Rino Loffredo dall'ultimo numero de “il Sidicino” da parte del nostro fine dicitore Alberto Ruggiero.

Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 11 Novembre)

 
 
L'Azienda
L'attività dell'azienda Mastroberardino inizia attorno alla seconda metà del '700, su un territorio ancora disabitato, l'attuale Atripalda in provincia di Avellino. I primi documenti risalenti alle iscrizioni alla Camera di Commercio risalgono al 1878 da parte del Cavaliere Angelo Mastroberardino, trisavolo di Piero, l'attuale presidente: è da qui che parte ufficialmente la storia di una delle aziende vinicole più importanti d'Italia.
Cantina di eccezionale rilevanza, per alcuni sinonimo stesso della Campania e del suo fascino unico, quella della famiglia Mastroberardino è una realtà vitivinicola da sempre in grado di coniugare al meglio tecnica e passione, grandi numeri e qualità, innovazioni e tradizioni. Un'azienda che fin dagli inizi della sua attività ha protetto e divulgato i grandi valori del territorio irpino senza mai cedere alle tendenze e alle mode del momento, e anzi, continuando sulla strada tracciata dai suoi fondatori.
La storica sede di Atripalda, si trova nel cuore di quelle che sono le più importanti denominazioni campane quali Greco di Tufo, Fiano di Avellino e Taurasi, ma gli oltre duecento ettari vitati sono distribuiti a macchia di leopardo in alcune delle più vocate aree viticole della regione: Mirabella Eclano, al cui interno è collocato il complesso alberghiero “Radici Resort”, Montemarano, Santo Stefano del Sole, Lapio, Pietradefusi, Montefusco, Santa Paolina, Manocalzati, Montefalcione, Tufo, Petruro Irpino, Apice ed ultima, quella di Pompei, all'interno del sito archeologico, dove l'Aglianico è la principale varietà di uva coltivata, con la presenza di alcune vigne vecchie oltre 40 anni e dedicate alla produzione del “Naturalis Historia Taurasi DOCG”, il prodotto più alto dell'azienda.
Mastroberardino può vantare la produzione, sempre eccellente, di tutte le più importanti varietà vitate della Campania, dall'aglianico al fiano e al greco, dalla falanghina al piedirosso e alla coda di volpe.
I vini
Lacryma Christi del Vesuvio Rosso DOC 2023
La leggenda più diffusa di questo vino è quella che vuole che Lucifero, nella sua discesa agli inferi, abbia portato via con sé un pezzo di Paradiso. Gesù, riconoscendo nel Golfo di Napoli il Paradiso rubato, pianse lacrime copiose e dalle sue lacrime nacquero i vigneti del Lacryma Christi.
Il Lacryma Christi è caratterizzato dal bel colore rosso rubino, con evidenti sentori di frutta rossa e nera, come marasca e prugna a cui si aggiungono note speziate di pepe e chiodi di garofano. In bocca si avvertono freschezza e morbidezza e una trama tannica molto fine. Un ritorno di note fruttate anticipa una chiusura di buona persistenza
Greco di Tufo DOCG 2024
Il Greco di Tufo Mastroberardino viene vinificato in serbatoi di acciaio, si presenta di un colore giallo paglierino deciso e luminoso, all'olfatto sottile e delicato, con lievi note di agrumi, pesca e ananas. Assaggio morbido, caldo ed avvolgente, ben supportato da una giusta e caratteristica sapidità, e una intensa mineralità di fondo.