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“Convivio diVino” - La degustazione del 9 maggio 2025

 

Dopo l'interessante descrizione del nostro Alfredo Balasco sull'origine del luogo che ospita attualmente il ristorante e del suo nome, lo chef Pietro Balletta titolare della “Locanda de Foris” di Teano, nel salutare gli ospiti appena arrivati, ci ha confessato che temeva che il Convivio DiVino si fosse dimenticato del suo locale. Non sapeva che stavamo organizzando, per la visita al suo ristorante, una delle serate più interessanti, per la degustazione di due prestigiosi vini pugliesi della cantina Santa Lucia di Corato in provincia di Bari: “Il Melograno - Castel del monte DOP Nero di Troia 2022” e la “Riserva le More - Castel del Monte DOCG Nero di Troia 2020”.
Tra i numerosissimi e prestigiosi ospiti della serata di ieri, erano presenti per la cantina S. Lucia: l'enologo, la dott.ssa Emilia Tartaglione, alla quale mi lega un'amicizia ultra ventennale, che ci ha piacevolmente intrattenuto parlando dell'azienda, delle tecniche di vinificazione e delle caratteristiche gusto olfattive dei due vini in degustazione e Severino Ghidelli dell'agenzia di vendita “Vino & Design”, che ci ha fornito indicazioni sui prezzi e l'acquisto dei prodotti dell'azienda.
Il dott. Gianfranco Ianniciello, con il quale agli inizi del gli anni duemila, assieme a Giovanni Migliozzi, abbiamo iniziato l'avventura per il recupero dell'antica razza del maiale nero “Tianiello” e che oggi cura gli aspetti tecnico sanitari in un'azienda che alleva maiali neri di razza casertana nei pressi di Capua, ci ha illustrato le caratteristiche di questa antica razza suina che proprio nel nostro territorio era largamente diffusa nel passato.
“Il Melograno”, con le sue spiccate note di frutta ha accompagnato i nostri fagioli a “pizzella” con tubetti di Gragnano e al Capocollo di Maiale nero di razza casertana abbiamo abbinato la “Riserva le More” con la sua fitta e delicata trama tannica e sentori speziati.
La serata non si poteva chiudere senza le singolari interpretazioni di alcune poesie dei nostri fini dicitori Alberto Ruggiero e Roberto Iannalfo, molto apprezzate dagli ospiti.

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AZIENDA AGRICOLA SANTA LUCIA
Quando il legame con una tradizione familiare è lungo almeno quattro secoli è inevitabile che il suo richiamo continui a essere potente anche per le generazioni odierne, come è avvenuto per Giuseppe e Roberto Perrone Capano, i quali, pur essendo impegnati a Napoli in diverse attività professionali, hanno deciso di tornare alla terra d'origine, quella di Puglia, in cui affondano le radici della loro famiglia almeno fin dal XVII secolo.
L'attività dell'azienda agricola è testimoniata infatti già nel 1628, grazie a un documento nel quale si afferma testualmente che “Marc'Antonio Perrone possedeva annui ducati 60 di fiscali feudali sopra Quarati”, quest'ultimo toponimo antico dell'odierna Corato in provincia di Bari in cui si concentra la coltivazione di “cloni selezionati di vitigni tipici della Murgia”, a circa 300 metri di altezza sul livello del mare, nella contrada Santa Lucia che dà il nome alla cantina.
La Murgia alla quale si fa riferimento è quella “alle pendici del Castel del Monte, il famoso feudo normanno ottagonale patrimonio UNESCO, voluto dall'Imperatore Federico II di Svevia, dove l’Azienda Agricola Santa Lucia produce vini biologici autoctoni artigianali.
Dal 2009 l'azienda pratica agricoltura biologica. A decorrere dalla vendemmia del 2016 tutti i vini si fregiano della certificazione verde in retro-etichetta.
L'agricoltura biologica non è solo una scelta, ma un modello di comportamento che rispetta la filosofia e la vocazione aziendale. Si è, infatti, abbandonato l'uso di pesticidi e prodotti chimici di sintesi a favore di pratiche agricole che rispettano la biodiversità, proteggendo piante e animali, con insetti che contribuiscono all'equilibrio naturale del vigneto.
Il risultato è la produzione di quattro vini dalla fattura artigianale, fedeli ambasciatori del territorio pugliese, quattro testimoni di territorialità: il Melograno (Castel del Monte DOP, Nero di Troia in purezza), la Riserva Le More (Castel del Monte DOCG, Nero di Troia in purezza), il Fior di Ribes (Castel del Monte DOCG, Bombino Nero), La Gazza Ladra (Puglia IGP, Fiano).
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IL MELOGRANO CASTEL DEL MONTE DOP
NERO DI TROIA 2022

Soltanto Nero di Troia. Maturazione in acciaio, affinamento per 12 mesi in botti di rovere di Slavonia da 35 hl. Segue ulteriore affinamento in vasche vetrificate per 6 mesi e poi in bottiglia per altri 6. Bottiglie prodotte 30.000. Prezzo finale intorno ai 15,00 euro.
Dal colore rosso scuro, venato di sfavillanti striature bluastre. Lo spettro aromatico intensamente intrigante si apre su note fruttate di ciliegia, di ribes nero e di prugna rossa, poi seguite da sfumature floreali di fiori rossi, note vegetali di macchia mediterranea e da percezioni olfattive di spezie e intrecci terziari di legno.
In bocca il sorso risulta avvolgente, sapido, rotondo, armonico e ben equilibrato. La buona acidità, la trama tannica gentile ed elegante, uniti al suo contenuto polifenolico lo rendono longevo e gli conferiscono grandi possibilità di evoluzione nel tempo.
Ottima la persistenza e il retrogusto finale fruttato, decisamente appagante.
Strutturato, intenso e persistente con eleganza, dall'enorme potenziale evolutivo, praticamente una Riserva a prezzi accessibili.

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RISERVA LE MORE CASTEL DEL MONTE DOCG
NERO DI TROIA 2020

Il vino biologico Riserva le More è prodotto da uve del Nero di Troia in purezza. Affinamento per un anno e mezzo in barriques di rovere francese di primo passaggio e poi elevazione in vetro ancora per un altro anno e mezzo. Bottiglie prodotte 4.000 Prezzo finale di circa 30,00 euro.
La veste cromatica è segnata da un colore rosso rubino carico, scuro quasi inchiostrato. Il corredo olfattivo parte da sentori di frutti di bosco, mora selvatica, mirtilli, ribes. Subito dopo emergono gradevoli essenze floreali di viola, geranio e iris insieme a connotazioni terziarie di liquirizia, cioccolato fondente, ginepro, grafite, che si chiudono con uno spettro speziato di noce moscata, chiodi di garofano e pepe nero che vanno a rifinire il superlativo quadro aromatico.
In bocca esordisce subito un sorso avvolgente, pieno, corposo, tannico, quasi materico con suadente gusto che unisce frutti maturi, spezie, legno, liquirizia, erbe aromatiche.
Nel finale, il contributo del tempo e dell'ossigenazione lo porta allo stadio di un nettare.
Un vino che reclama tempo e che non teme il confronto con i migliori rossi prodotti da uvaggi in purezza destinati ad un lungo invecchiamento.

Germano Faella
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 8 Agosto)