Dopo l'impegno che ha caratterizzato il Club Sidicino nel periodo natalizio, assieme alla Pro Loco Teano e Borghi, nella rassegna di arte presepiale e negli eventi collaterali (concerti, conferenze, workshop), l'attività sociale è ripresa a gennaio secondo il consueto schema conviviale, che segue ad una relazione tematica.
Sabato 17 gennaio la relazione dal titolo “L'arte della comunicazione” è stata tenuta dal dott. Giorgio Vizioli, giornalista e comunicatore, londinese di nascita, milanese di adozione, sangue napoletano nelle vene, già direttore esecutivo della filiale italiana dell'Agenzia internazionale di relazioni pubbliche Hill & Knowlton (H&K).
Il discorso è stato molto fluido e somministrato come pillole di sapere professionale, seppur legate da un palese filo conduttore.
Il relatore ha invitato innanzi tutto a riflettere sul fatto che per un comunicatore, al di là delle eccellenti doti espressive e della completa informazione sul tema, è fondamentale saper rispondere efficacemente e rapidamente a situazioni impreviste, soprattutto se esse sono relative alle sfide del momento.
Ma al talento va unito il metodo, perché anche per le comunicazioni esistono regole quasi scientifiche. Si vuole infatti che tale disciplina abbia un anno di nascita (1933) e un padre John Wiley Hill, che formulò le relative regole durante l'era del New Deal.
Fondamentale capire anche che nel sistema delle relazioni pubbliche deve sempre parlarsi di comunicazione a due vie, perché non c'è un bersaglio da colpire ma un interlocutore da coinvolgere. Così come è fondamentale prendere atto che il comunicare è l'unico concetto di cui non esita il contrario, perché sia la parola, sia il silenzio, sia l'attività, sia l'atteggiamento hanno sempre valore di messaggi con significato non equivoco.
Venendo alle doti dell'oratore nel parlare in pubblico, oltre alla chiarezza espositiva, al filo conduttore argomentativo e alla coerenza, è fondamentale saper suscitare emozioni positive di chi ascolta, mantenendone alta l'attenzione; ma tutto deve essere comunque rapportato e proporzionale all'evento in cui ci si inserisce.
È fondamentale, infine, sottolineare che la chiarezza delle idee deve caratterizzare il comunicatore, perché la mancata comprensione non è mai responsabilità del destinatario. Con una metafora può dirsi che il dialogo è un ponte che deve poggiare saldamente su entrambe le sponde che unisce, ma la responsabilità di quel progetto è sempre di chi lo promuove.
Gian Paolo D'Aiello
(da Il Sidicino - Anno XXIII 2026 - n. 2 Febbraio) |