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Indice Renato Cifonelli
 
 

Ricerca sul Catasto Onciario di un centro rurale di

Terra di Lavoro / Società ed economia a Pietravairano
nel XVIII secolo / (VI parte)
 

3) - La formazione della tassa

Le once di reddito imponibile, di tutti i contribuenti, erano elencate nella Collettiva generale (69). Un riassunto che, per categorie di contribuenti, è riportato nella Collettiva generale delle once (70) che di seguito si trascrive:

Sulla base della Collettiva generale delle once si procedeva alla formazione delle tasse comunali.
Per l'anno 1743 le entrate (Tabella 3.1) e le uscite (Tabella 3.2) ammontarono, rispettivamente, a ducati 2152.3.6:7 e 2055.2.18:9 con un attivo di ducati 97.1.7:10, quali possono servire per disgravij che sempre accadono e per qualche bisogno estraordinario (71).

Dal bilancio dell'Università di Pietravairano, relativo all'anno 1743, risultava che:
1) - i cittadini furono tassati nella misura di grana sei e mezza per oncia di reddito imponibile;
2) - per evitare un disavanzo, in quanto la somma de docati 2045.2.1:2, non si avvicina a far il pieno delli docati 2055.2.18:9 che l'Università aveva de pesi (72), l'Amministrazione si vide costretta ad aumentare il testatico da carlini dieci a carlini tredici e grana sette e mezzo e, quindi, per la parte eccedente (carlini tre e grana sette e mezzo) la tassa venne a colpire anche le categorie esenti (sessagenari, nobili viventi,dottori, medici, giudici ai contratti) con una maggiore entrata di ducati 140 e grana 30;
3) - i forestieri abitanti oltre alla tassa su i beni posseduti, erano tenuti al pagamento pro capite di quindici carlini annui per lo jus abitationis così come dovevano contribuire alle spese communitative di cui sentivano il comodo:

4) - le entrate dei c.d. corpi proprij dell'Università consistevano nella rendita di alcune privative, come l'affitto della Bottega lorda, la fida e diffida di Marzanello ed altri luoghi, la Panetteria, la Gabelluccia, la mortella, la chianga, l'affitto dell'erbaggio, etc.;
5) - le uscite erano rappresentate, per il 72,46 %, da debiti verso i creditori fiscalari e istrumentarij e verso la regia Corte;
6) - lo jus dell'esattione che si versava all'esattore era alquanto esoso in quanto assorbiva il 42,72 % delle rendite proprie dell'Università.

4) - I poteri forti - la Chiesa - Ecclesiastici cittadini - Enti ecclesiastici cittadini - il Marchese Grimaldi

4.1) La Chiesa
La Chiesa, intesa in tutte le sue componenti (clero, religiosi e persone giuridiche ecclesiastiche), a metà del XVIII secolo occupava a Pietravairano il secondo posto per rendita fondiaria e per rendita complessiva di beni.
Gli ecclesiastici erano rappresentati da 31 sacerdoti, 8 chierici, una monaca benedettina e da un novizio; gli enti ecclesiastici erano 49, di cui 38 cittadini ed 11 forestieri.
Soltanto tre sacerdoti ed un chierico possedevano beni superiori a 100 once, al lordo di eventuali pesi, ed erano nell'ordine: Don Domenico de Robbio (once 202.15 ½), l'Arciprete Don Geronimo Massarotti (once 160.01), Don Giovanbattista Bilotta (once 140.00) e de Cerbo Giovanni Nicola (once 119.00).
Otto sacerdoti ed un chierico usufruivano di rendite da un Beneficio, quattro da un canonicato e tre da una parrocchia canonicale del Capitolo della Chiesa Collegiata di Sant'Eraclio, mentre tre sacerdoti, l'Arciprete Massarotti, Don Vincenzo Perrone e Don Vincenzo Perrotta si valevano della rendita di tre Benefici ciascuno.
La monaca sacrata Donna Rosa Antonellis riceveva, invece, un vitalizio annuo di 4 ducati dal fratello.
Tra gli Enti ecclesiastici cittadini, il Convento di Santa Maria della Vigna, la cui origine era legata ad una pia e secolare tradizione che ricordava la scoperta nel 1384, nella vigna di Paolo della Vecchia di Pietravairano, di un affresco raffigurante la Beata Vergine Maria nell'atto di porgere un chicco di uva al Bambino Gesù che teneva sul grembo (73), era certamente il più ricco essendo risultato proprietario di beni per once 2257.05.
Il Cenobio, in particolare, possedeva 66 fondi rustici, due masserie, di cui una di 30 moggia ove si dice lo pastino vecchio delli monaci, e un discreto patrimonio zootecnico rap-presentato da 86 bovini, 23 capre, 2 muli ed un toro.
Seguivano il Capitolo della Chiesa Collegiata di Sant'Eraclio, con once 2037.07 ½, la Cappella del Corpus Domini della stessa Collegiata con once 1347.18 ½ e la Cappella di Santa Maria delle Grazie della Confraternita del Sacco eretta nella Chiesa del Convento di Santa Maria della Vigna con once 754.08 ¾.
Una masseria a Paragnano, 58 fondi rustici ed una stalla nel centro abitato rappresentavano il patrimonio immobiliare del Capitolo della Chiesa Collegiata, 23 fondi rustici e 10 immobili costituivano la proprietà della Cappella di Santa Maria delle Grazie mentre 30 fondi rustici ed un solo immobile urbano appartenevano alla Cappella del Corpus Domini.
Oltre alle entrate ordinarie (rendite fondiarie, censi, fitti e interessi di capitali investiti o dati a mutuo), ve ne erano alcune, davvero particolari, come quella per il jus bara per li defunti (74) che esigeva annualmente la Cappella di Santa Maria delle Grazie della Confraternita del Sacco.
Questo caratteristico ed inusuale diritto potrebbe essere ricollegato al fatto che la Confraternita del Sacco doveva pagare ai monaci di Santa Maria della Vigna, per ogni morto che veniva seppellito nella omonima Cappella, ivi posseduta, una libbra di cera per l'intratura, pari a 3 carlini (75).
Oltre ai pesi per la celebrazione di messe e di anniversari e per le spese di manutenzione di Chiese, Cappelle od Altari, l'Onciario evidenzia altre uscite alcune ordinarie, come quella di 15 grana sostenuta dal Capitolo di Sant'Eraclio per il sacrestano per il suo servizio che fa (76) o quella di 6 ducati pagati dalla Cappella del Corpus Domini all'organista per sonare l'organo in tutte le necessità e feste della Cappella (77), altri più particolari come i 5 carlini che la Cappella del SS.mo Rosario dava ai Padri del Convento di Santa Maria della Vigna per pietanza nella festa del SS. Rosario (78) o i 5 ducati elargiti dalla Cappella di Santa Maria delle Grazie ai sacerdoti e chierici che intervenivano alle tre processioni l'anno che si fanno, una a S. Pietro, l'altra a Santa Maria della Stella e l'altra a San Felice (79), od, infine, i 15 carlini che la Cappella del Sacro Monte dei Morti spendeva nella festa della Gloriosa Santa Anna per sparo di mortaretti in onore della santa (80).
Caratteristiche erano anche alcune uscite delle quali il Capitolo di Sant'Eraclio chiedeva la deduzione (81):
1) - la somma di ducati 4 e grana 30 che versava alla Mensa Vescovile per il jus di visita e pollastri;
2) - la spesa di ducati 10 per l'acquisto de tredeci prigiotte che si regalano al Vescovo e sua Corte;
3) - la somma di carlini 15 per realo alla servitù del Vescovo;
4) - la somma di grana 20 che veniva data al sacerdote che và prendere l'oglio santo;
5) - la somma di ducati 25 che veniva offerta al Monsignore ill.mo per la Sacra Visita;
6) - la spesa di carlini 4 per apparare la Chiesa per la festa di Sant'Eraclio;
7) - le spese per peso della cura delle anime in amministrare li sacramenti alla Chiesa ed alli infermi, assistere ai moribondi, confessioni e comunione di tutti li seppelliti dentro la Chiesa.
L'Abbazia di Santa Maria della Ferrara con once 237.25 ½ di beni si collocava al primo posto tra gli Enti ecclesiastici forestieri, seguivano il Gran Priorato della Chiesa di San Giovanni Gerosolimitano di Capua con once 152.00 e la Mensa Vescovile di Teano con once 136.10.

(fine VI parte)

NOTE
69 - Onciario, folio 463-475/t.
70 - Onciario, folio 476.
71 - Onciario, folio 482.
72 - Onciario, folio 481.
73 - CIFONELLI Renato, Pietravairano in Terra di Lavoro – Percorsi di storia, 2005.
74 - Onciario, folio 378/t.
75 - CIFONELLI Renato, Pietravairano in Terra di Lavoro …, o.c.
76 - Onciario, folio 350.
77 - Onciario, folio 359.
78 - Onciario, folio 364/t.
79 - Onciario, folio 379/t.
80 - Onciario, folio 385.
81 - Onciario, folio 349-350/t.

Renato Cifonelli
(da Il Sidicino - Anno XXI 2024 - n. 9 Settembre)