Agli inizi dell'anno appena passato, successivamente alla stampa del suo primo lavoro: Tracce di noi (racconti da un lockdown), pubblicato nel 2021, Eva Pino mi contattò per verificare la possibilità di una sua collaborazione con il periodico Il Sidicino, di cui sono uno dei responsabili, e mi propose un progetto narrativo di racconti brevi, incentrati sulla nostra Città, sui suoi personaggi storici, sui luoghi simbolo, sulle vicende artistiche e storiche che hanno alimentato la vita e la crescita socio culturale del nostro territorio.
Ne fui piacevolmente sorpreso e immediatamente convinto e coinvolto.
Era un segnale positivo e in controtendenza alla generale apatia e indifferenza che, purtroppo, caratterizza i nostri concittadini quando si tratta di impegnarsi in prima persona per un progetto, un'azione di valenza collettiva non sporadica e che vada al di là della mera e vacua recriminazione e lamentela, cristallizzando una situazione di vuoto socio culturale, che sta desertificando il nostro Paese, impantanandolo in un triste grigiore.
Quell'impegno offerto da Eva Pino si combinava perfettamente e felicemente con la ragione fondante e progettuale del Sidicino: la promozione socio culturale, particolarmente volta allo studio e alla divulgazione della storia, delle tradizioni e dei beni culturali dell'Agro Sidicino.
Progetto editoriale, inscritto in una visione generale, grandangolare della realtà che, pur tra mille difficoltà insite in un percorso ambizioso e arduo e coltivato in una comunità chiusa e indolente, da due decenni permea il lavoro e l'impegno dei promotori con la tenacia e “l'ottimismo della volontà”, di gramsciana memoria.
Così hanno visto la luce, mensilmente dal marzo 2024, i racconti brevi di Eva riuniti sotto il titolo “Mitate”, subito accolti positivamente e con grande interesse dai nostri lettori.
Mitate: “vedere come”, nella traduzione letterale del termine, ma più precisamente inteso come metafora, è un concetto e una modalità meditativa immanente nella cultura giapponese e concezione basilare per la piena comprensione del “giardino kare-sansui – Il paesaggio secco in cui gli elementi nello spazio non si limitano ad una funzione rappresentativa del paesaggio naturale, vanno oltre, stimolano un trascendimento del dato sensibile per cogliere l'idea stessa della natura e del cosmo (Komiyama, 1987). Un procedimento psichico che si apre alla forza dirompente dell'immaginazione liberandola da lacci e schematismi e facendola oltrepassare ogni confine spazio temporale.
Ora questi racconti pubblicati sul Sidicino, insieme ad altri ancora inediti, hanno strutturato e animato la nuova creazione letteraria di Eva Pino dal titolo: NOVELLE SIDICINE - Un luogo, una storia, una poesia.
Questo nuovo lavoro, frutto di un felice e magico connubio tra le motivazioni alla base della riscoperta e riproposizione di periodi e personaggi, inseriti in luoghi simbolo: “luoghi dell'anima”, della nostra amata Città, e la forza dirompente dell'immaginazione, di cui alla richiamata concezione orientale del “trascendimento del dato sensibile”, per andare oltre e cogliere l'essenza vera delle cose, risulta opera assai pregevole e capace di catturare e trasportare idealmente il lettore in quei luoghi, in quelle epoche e tra quei personaggi così amabilmente evocati e ritratti.
Il tutto reso con uno stile limpido e semplice, immediato e capace di intrecciare con grande abilità racconto storico e invenzione letteraria con elementi favolistici e mitologici, innestandoli in una narrazione fresca e brillante che rende ogni cosa viva e attuale, senza tempo.
Ogni novella, inoltre, a degno corollario è impreziosita da una poesia ad essa dedicata, essenziale ma piena di suggestione, evocativa, delicata e colma di sensibilità e grazia.
Ottemperando pienamente alla ragione fondante dell'opera: quella di riaffermare fortemente il valore incommensurabile della memoria storica, delle proprie origini, così culturalmente feconde e ricche e di ridare senso e valore all'oggi, recuperando capacità di autostima e amore e rispetto per un territorio così bello e generoso e per una Città un tempo viva e di grande valore e rilevanza.
Martino Amendola
(da Il Sidicino - Anno XXII 2025 - n. 5 Maggio) |