Lo stemma sul portale
del palazzo in
Piazza Duomo
La lapide posta nell'androne del palazzo
 

TEANO

 
Istituzioni
 
Confidenza Castallo
 

Il Palazzo Castallo in Piazza Duomo (foto di Mimmo Feola)

 
La Confidenza Castallo compie novant'anni
Il 7 agosto 1919, a cinque anni dalla morte del Fondatore e dopo una serie di contrroversie giudiziarie, veniva inaugurata nel palazzo Castallo in Piazza Duomo, la Casa di Riposo che dopo 90 anni offre ancora serena accoglienza a decine di anziani.

Da Prata a Teano

Il 26 marzo 1914 nel palazzo di Piazza Duomo che fu già dei Barattucci, morì Nicola Castallo. Con lui si estinse la famiglia, originaria di Prata Sannita, che dimorava a Teano da circa un secolo e mezzo. Un suo prozio, Don Carmine, era diventato Canonico del Capitolo Cattedrale di Teano a metà del '700 e aveva qui portato il nipote Pasquale, che ebbe due figli, Salvatore e Alfonso. Il primo sposò Carolina Gigli, il secondo Camilla Pescarino figlia di Luigi barone di Ailano, I Pescarino nella prima metà del settecento avevano acquistato il feudo di Ailano e facevano uso del titolo di Baroni di Ailano. Molti anni prima un'altra Pescarino, Olimpia, era venuta a Teano sposa di un Giovanni Camillo della famiglia De Nunzio ora ugualmente estinta.
Salvatore Castallo ebbe tre maschi. Il primogenito Camillo, di bell'aspetto, fu ammesso tra i Confratelli del Sacro Monte dei Morti, cosa che equivaleva a riconoscimento di appartenenza l ceto civile. Fu sindaco di Teano nella transizione dal regno di Napoli a quello d'Italia. Gli altri due fratelli, Giovanni e Nicola, vissero alla sua ombra, nel grande palazzo ereditato dai Pescarino, popolato di servitù e frequentato da coloni e braccianti addetti al vasto patrimonio terriero che comprendeva il grande fondo denominato S. Croce o Campotroiano che si estende nell'area circostante l'autogrill, da S. Croce alla Casilina. Lo avevano acquisito all'asta dei beni confiscati, durante il Decennio Francese, alla Commenda teanese dell'Ordine di Malta.
I Castallo ebbero anche sepoltura gentilizia nella chiesa del convento di S. Antonio, nella prima cappella a sinistra, e innalzarono sul portale del palazzo lo stemma che riproduciamo. Il blasone in verità rivela che non era frutto di concessione ma era stato liberamente adottato dai Castallo. Unisce alla foggia settecentesca dello scudo un elmo piumato tipicamente napoleonico e soprattutto porta la croce ottagona nel campo in posizione aberrante per una pezza così onorevole.

Camillo Castallo (Archivio dell'Associazione Erchemperto)

La fondazione della Confidenza

Rimasto solo, Nicola Castallo destinò quasi l'intero patrimonio alla fondazione di un ospizio per anziani. Sin dal 1897 aveva redatto un primo testamento, al quale fece seguire una postilla nel 1910. Appena morto, il cugino Giovanni Gigli si affrettò a far apporre i sigilli al palazzo, ma la sua aspettativa di eredità durò solo pochi giorni. Il 31 marzo fu pubblicato il testamento che destinava l'asse ereditario all'erigenda fondazione e disponeva alcuni legati a favore della famiglia del suo amministratore Carlo Leone e dell'Ordine di Malta. Evidentemente in famiglia si avvertiva lo scrupolo di aver acquistato a basso prezzo i beni espropriati all'Ordine melitense.
Nello stesso testamento furono designati i primi amministratori della fondazione e nominati esecutori testamentari i fratelli avvocato Angelo e Dottor Giovangiuseppe Passalacqua.
La pubblicazione del testameto suscitò il putiferio. Giovanni Gigli lo impugnò davanti al tribunale e nel processo intervenne anche la Congrega di Carità per rivendicare la devoluzione in suo favore del patrimonio. Qualcuno fece intervenire in giudizio anche tre poveri di Teano. Il tribunale rigettò le richieste del Gigli e degli altri, ma seguirono le impugnazioni in appello prima e in cassazione poi. La cassazione si pronunziò definitivamente nel novembre 1918 riconoscendo la piena validità delle disposizioni testamentarie. Giustizia d'un tempo ormai lontano: in tre anni era possibile esaurire tutti i tre gradi!
Intanto gli esecutori testamentari avevano ottenuto sin dal febbraio 1915 il regio decreto di erezione della fondazione in enete morale con la curiosa (oggi, non allora) denominazione di "Confidenza Castallo Fratelli". La pendenza della lite inpedì però la piena operativitàdell'istituzione. Nondimeno la prima amministrazione presieduta dal sacerdote Alfonso Riccio cominciò a dare esecuzione alla volontà di Nicola Castallo assistendo a domicilio una ventina di vecchietti, con la somministrazione di vitto e sussidi. Il contenzioso insorto impedì anche di negoziare i titoli esteri, della Russia zarista, per un capitale di 56.000 lire compresi nell'eredità. Quando fu possibile venderli e riscuotere gli interessi dell'ultimo quinquennio, la Rivoluzione d'ottobre li aveva resi carta straccia.
Finalmente il 7 agosto 1919 l'opera fu inaugurata come ricorda la lapide posta nell'androne del palazzo. Furono chiamate ad assistere i primi nove ricoverati le Figlie della Carità di S. Vincenzo de' Paoli che nella seconda metà dell'800 avevano gestito a Teano l'Asilo Regina Margherita. Dopo qualche decennio, alle Figlie della Carità subentrarono le Suore degli Angeli che ancora prestano la loro caritatevole attività nella Casa. E furono proprio le Suere degli Angeli a pagare un alto tributo di sangue nel bombardamento del 6 ottobre 1943. Una bombà centrò l'ala delle cucine che crollò seppellendo quattro giovani suore: Eva, Veronica, Ottavia e Aurelia. Pochi anni dopo, un'altra suora di nome Veronica fu destinata alla Confidenza dove sparse frutti di angelica bontà fino alla morte.
Poco prima del conflitto mondiale il Barone di Puglianello Martino De Carles cedette alla Confidenza il suo palazzo di Vico Melogranato con l'onere vitalizio di assistere la nipote Donna Adelaide Pacces. Ma la guerra travolse anche quel palazzo che era appartenuto anticamente ai De Diano. Risparmiò solo l'androne con la volta affrescata con l'arme dei Martino e il portale sovrastato dal leone dei De Diano. Sulle macerie fu costruito il nuovo ospizio, inaugurato nel 1964, non proprio un esempio di razionalità ma molto più funzionale del vecchio palazzo.

La Casa di Riposo in Vico Melogranato (foto di Mimmo Feola)

Tra pubblico e privato

Tra le istituzioni di beneficenza la Confidenza Castallo ha una configurazione giuridica molto particolare. Compresa all'epoca della fondazione tra le Opere Pie e quindi sottoposta a un rigido controllo dell'autorità governativa, fu poi inquadrata tra le IPAB, istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza, pur essendo una fondazione di diritto privato. Il testatore dispose che l'amministrazione fosse composta da cinque membri nominati a vita e da due membri di diritto: il vescovo diocesano ed il parroco della cattedrale. Dispose altresì che la sostituzione degli amministratori avvenisse per cooptazione e con durata sempre a vita. Nominò tra i primi amministratori alcuni sacerdoti.
Istituì dunque una fondazione di diritto privato, ma le impresse un carattere fortemente religioso. E' di tutta evidenza che Nicola Castallo voleva affidare alla chiesa la sua fondazione, ma i tempi non consentivano di fare nuove fondazioni ecclesiastiche e il suo fu un espediente intelligente per raggirare gli ostacoli della legislazione massonica del tempo. La partecipazione di diritto del vescovo e del parroco e la costante presenza di una forte componente di ecclesiastici tra gli amministratori poneva sostanzialmente l'opera nelle mani del clero. Forse in questo la Confidenza ha trovato la forza per sopravvivere quasi un secolo, mentre tante consimili istituzioni sono state travolte da iniziative improvvide di amministratori poco motivati o sono state fagocitate da appetiti politici.
Negli anni '70 del secolo scorso, con la legge di soppressione di molti enti di assistenza e il loro passaggio a Comuni e Regioni, anche la Confidenza fu inclusa nel novero degli enti da trasferire. Per la vigile premura del vescovo Mons. Sperandeo l'amministrazione presieduta dal dottor Carmine Razzino impugnò il provvedimento e l'autonomia dell'ente fu salva, mentre l'Istituto Regina Margherita, altra istituzione teanese quasi coeva ma laica, fu soppresso e il patrimonio devoluto al Comune.
Dal 1999 la Confidenza è diventata una fondazione privata con personalità giuridica riconosciuta dalla Regione.

Guido Zarone
(da Il Sidicino - Anno VI 2009 - n. 08 Agosto)


La Confidenza oggi

Sono trascorsi ben novant'anni dal 7 agosto 1919 e la Confidenza Castallo Fratelli continua a svolgere la sua ininterrotta opera di sostegno a favore di anziani fragili che, grazie a questo aiuto, conservano la loro identità, si sentono meno soli, più sufficienti a loro stessi, sollevati dal peso, progressivamente sempre più grave, di affrontare da soli la vita di ogni giorno. L'ente morale voluto tenacemente dai fratelli Castallo, divenuto nel frattempo una O.N.L.U.S., è riuscito a sopravvivere grazie al disinteressato impegno dei vari componenti del Consiglio di Amministrazione e dei Presidenti che si sono succeduti nel corso di questi anni.
Di fondamentale importanza per la sopravvivenza dell'Ente è stata ed è la costante presenza delle Suore degli Angeli che con il loro operato contribuiscono a ricreare un ambiente familiare per gli ospiti della casa-albergo di Piazza Giovanni XXIII. Attualmente sono presenti quattro suore: la saggia Superiora suor Cilinia, la paziente suor Fidenzia, al dolce suor Luisa ed infine suor Gianna per la quale il tempo sembra essersi fermato.
Essendo la Confidenza Castallo una piccola fondazione con un patrimonio immobiliare divenuto poco redditizio, in assenza di qualsivoglia contributo da parte dello Stato, della Regione e del Comune, non è di facile gestione, data la pochezza dei mezzi finanziari e tenuto anche conto che le rette versate dagli anziani non superano 550 euro al mese.
Sia io che i miei predecessori non abbiamo avuto vita facile, avendo dovuto affrontare situazioni estremamente difficili per mantenere e migliorare lo stato dell'ente. Si affacciano alla mente i ricordi legati all'inizio del mio mandato (maggio 1997) i pomeriggi trascorsi insieme ad amici volontari nello svolgimento di lavori di manutenzione all'interno del vecchio stabile resi indilazionabili dalle periodiche visite dei N.A.S., le raccolte fondi, le cene di beneficenza per raccogliere ulteriori risorse.
Grazie all'aiuto di tutti, i momenti di grave difficoltà venivano superati e contemporaneamente, aumentando il numero degli ospiti, si disponeva di una somma sufficiente per programmare interventi di manutenzione straordinaria.
Nel frattempo veniva premiato l'impegno dell'Amministrazione nella trasformazione da Ente Pubblico ad Ente di diritto privato con notevoli ripercussioni positive, una per tutte, la sensibile diminuzione del carico burocratico a cui l'ente era soggetto nella veste di I.P.A.B.
Negli ultimi anno sono stati effettuati lavori all'interno della residenza che hanno reso più funzionale e adeguato ai tempi l'intero stabile. A coronamento di tutto questo lavoro, nel settembre 2005, abbiamo ottenuto l'autorizzazione di casa-albergo con disponibilità di 30 posti letti e la possibilità di accogliere anziani autosufficienti e parzialmente autosufficienti.
Attualmente ospitiamo 23anziani e ci avvaliamo della collaborazione delle quattro suore, di quattro inservienti e di due addetti alla segreteria.
Nel 2003, grazie al contributo dello Stato per i danni del terremoto del 1980, sono iniziati i lavori di ristrutturazione del Palazzo Castallo sito in piazza Duomo. Al momento è in via di ultimazione il recupero strutturale dell'imponente edificio; le nostre attuali risorse finanziarie non ci permettono di ultimare i lavori ed è nostra intenzione fittare parte dei locali terranei per trarne rendita. Il nostro obiettivo rimane comunque quello di ultimare la struttura per farla rivivere, secondo la volontà dei fondatori, come casa per gli anziani del nostro territorio. E' un impegno che a distanza di 90 anni dalla nascita della Fondazione ci auguriamo di onorare.

Maurizio Simone (Presidente dell'Ente)
(da Il Sidicino - Anno VI 2009 - n. 08 Agosto)

La Casa di Riposo in Vico Melogranato - interno

 
Un ricordo per le Suore cadute nel Bombardamento dell'Ospizio Castallo
Pubblichiamo questa nota del Prof. Paolo Mesolella associandoci alla sua proposta di ricordare le Suore degli Angeli vittime del bombardamento del 6 ottobre 1943. Facciamo voti affinché l'Amministrazione dell'Ente, in occasione della riattivazione dell'edificio, ponga una lapide a loro ricordo nell'androne di fronte a quella che ricorda il benemerito fondatore.

Una strage dimenticata quella compiuta dal bombardamento degli alleati la mattina del 6 ottobre 1943 sul vecchio ospizio della Confidenza Castallo in Piazza Duomo, oggi in via di restauro. Rimasero sotto le macerie quattro Suore degli Angeli giovanissime (suor Eva, Veronica, Ottavia, Aurelia) ed alcuni vecchi.
Il bombardamento sorprese le povere suore, dopo la messa, in cucina, mentre preparavano la colazione per gli anziani ospiti dell'ospizio. Le bombe distrussero la cucina seppellendo le quattro donne sotto le macerie, per diverse ore. Solo dopo molto tempo, infatti, dopo giorni, qualcuno recuperò i cadaveri. Si salvarono invece, le altre due suore (la superiore suor Leonia e suor Emerenziana) che in quelmomento non erano in cucina ma in cappella. Suor Leonia da allora è rimasta quasi sempre a Teano, svolgendo la sua attività fino alla sua morte nel 1986, tra l'ospedale e la casa di riposo. Suor Emerenziana, invece, diventò presto Segretaria Generale e poi Madre Generale delle Suore degli Angeli, fondato da Suor Maria Serafina Micheli del Sacro Cuore. Per questo rimase a Napoli per diversi anni prima di morire.
Di queste suore, di quell'ospizio e di quei poveri vecchi, prematuramente scomparsi, oggi non è rimasto nulla, nemmeno una lapide che ricordi la tragedia. Eppure la vita di quelle suore era una vita veramente eroica, dedicata completamente ai poveri. In seguito l'ospizio fu trasferito nell'attuale sede di Piazza Giovanni XXIII e oggi, altre quattro Suore degli Angeli (suor Elvira, suor Gianna, suor Franca, e la superiore suor Cilinia Tavolozza) continuano l'opera delle suore defunte, tra i 23 vecchi della Confidenza Castallo: una al reparto maschile, un'altra a quello femminile, un'altra ancora alla ricezione e la superiora quasi sempre impegnata in amministrazione.
Una lapide per quelle povere vittime, sarebbe anche un giusto riconoscimento per quella loro vita dedicata, fino all'ultimo, completamente al prossimo.

(da Il Sidicino - Anno V 2008 - n. 12 Dicembre)