L'ASSOCIAZIONE
 
il Sidicino
 
 
Frammenti d'archivio:
Indagine sullo stato delle abitazioni nei centri maggiori della provincia di Caserta, del gennaio 1954
 
(foto 1) Teano : Interno di un'abitazione, costituita da questo unico vano completamente buio (Rione S. Lazzaro)
 
(foto 2) Teano : Interno di un'altra abitazione sita al II° Vico S. Lazzaro
 
(foto 3) Teano: Altro aspetto di un “ Basso ” (Rione Annunziata) – Vico Asilo infantile
 

Presentiamo, di seguito, un interessantissimo documento, corredato di foto e riferimenti, fornitoci dal nostro socio e collaboratore Luigi Di Benedetto, instancabile e appassionato ricercatore e collezionista di testimonianze che riguardano Teano e il territorio dell'Alto Casertano. L'indagine del Genio Civile del 1954, sullo stato delle abitazioni riferite alla nostra città, devastata grandemente dai bombardamenti dell'ottobre del 1943, fotografa e riporta fedelmente, e vividamente, l'immagine di un paese estremamente povero e marginalizzato, all'interno di un territorio, quello del sud e campano in particolare, dove l'indigenza consueta si è desolatamente legata alle macerie materiali, morali, ed economiche portate in eredità dalla guerra Quello che emerge, è uno spaccato drammatico di vita quotidiana, dove gran parte della popolazione, quella contadina e bracciantile in particolare, sopravvive in quel che resta delle abitazioni (dei bassi), non colpite dai bombardamenti o non particolarmente danneggiate. Con condizioni igieniche estremamente precarie, in tuguri sovraffollati, privi di luce e servizi igienici, “non idonei neanche agli animali”. Condizioni che si protrarranno ancora per decenni, prima che buona parte di quella popolazione potrà godere del beneficio di una casa vera, grazie all'ex Ina Casa e alle migliorate condizioni economiche legate al Boom degli anni sessanta. (M. A.)

“Questa antichissima Città forse di origine Osca, si presenta topograficamente, come un densissimo aggregato di antichi fabbricati, intersecati da una sola arteria principale che lo taglia serpeggiando per tutta la sua estensione e che ne costituisce come la spina dorsale.
Ai lati di questa via centrale, che è tra le poche vie carrozzabili, si sono sviluppati numerosi ed estesi quartieri intersecati da vicoli praticabili solo da persone o da animali sia a causa della loro minima larghezza che per il loro andamento a gradoni. La città è infatti adagiata lungo il declivio della collina e presenta notevoli dislivelli tra le varie zone. I quartieri che, dal punto di vista delle abitazioni, si trovano nelle condizioni peggiori a causa della vetusta dei fabbricati, del loro addensamento e delle loro condizioni igieniche, sono quelli ubicati nella zona Sud - Sud Est e Sud - Sud Ovest della città, cioè nella parte bassa rispetto all'arteria principale di cui sopra è cenno. L'indagine adoperata in questo settore urbano ha dato risultati che qui appresso si riportano a fianco di ciascun rione, a cominciare da quelli in condizioni più gravi, che sono, all'ordine:
1) Rione S. Lazzaro: in cui vivono oltre duecento famiglie di cui almeno 25 - 30 in tuguri bui, malsani e sovraffollati da non potersi considerare come abitazioni vere e proprie. I vicoli S. Lazzaro, Calata S. Caterina I° e S. Caterina II° offrono spettacoli impressionanti di misere abitazioni costituite da un solo vano terraneo senza luce, senza servizi igienici, dove vivono, nello spazio di pochi metri quadrati, intere famiglie di sette ed otto persone.
2) Rione S. Pietro: il più esteso ed intricato della zona, densissimo di abitazioni disposte lungo vicoli e vicoletti strettissimi, in gran parte a gradoni sconnessi dove è disagevole l'accesso anche a piedi, e dove defluiscono i rifiuti delle case, per l'assenza totale di fognature. In questo rione vivono circa 300 famiglie di cui per lo meno 35 in condizioni intollerabili. Casi particolarmente gravi sono stati rilevati in piazzetta S. Pietro, Vico Stretta, Vico Capricorno, Vico I° e II° S. Maria la Nova.
3) Rione Viola: dove si ripetono le stesse situazioni descritte, precedentemente, ed in cui vivono circa 250 famiglie nelle condizioni più miserevoli, sia per lo stato dei fabbricati che per l'indigenza delle persone. Qui almeno quaranta nuclei familiari abitano in tuguri a piano terra non idonei neanche agli animali per mancanza di luce, di spazio e in condizioni igieniche insopportabili. Sempre nella zona bassa della Città, altri quartieri si trovano in condizioni più o meno simili a quelle soprariferite. Sono i rioni: S. Michele, S. Caterina, S. Maria de Foris, S. Maria la Nova. Si tratta di oltre 200 famiglie per le quali le gravi condizioni di sovraffollamento (indici medi sempre superiori a 4 -5 persone per vano) si sommano a quelle intollerabili relative allo stato igienico delle abitazioni. Per lo meno 40 di tali nuclei familiari dovrebbero essere allontanati dagli attuali tuguri. Anche nella parte alta della Città (zona nord) ci sono dei rioni in cui lo stato delle abitazioni è grave, quanto in quelli della zona bassa, se si prendono in esame i singoli casi, che, qui sono soltanto meno frequenti che altrove. Sono i rioni: S. Giovanni e S. Agostino dove almeno oltre 50 famiglie vivono nelle stesse condizioni già descritte e delle quali non meno di una 15 in condizioni intollerabili. L'insieme dei Rioni sopra ricordati ospita oltre un migliaio di famiglie di cui circa 160 in pseudo abitazioni dove è impossibile la vita. Per l'intera Città il fabbisogno di abitazioni si può con sufficiente approssimazione calcolare intorno alle 400, tenuto conto che il centro abitato ha subito gravi danni (solo parzialmente sanati), a causa della guerra, e che lo stato generale delle abitazioni è meno che mediocre data la loro vetustà, il loro addensamento, la mancanza dei servizi igienici ed il loro alto grado di affollamento. I provvedimenti da adottare dovrebbero consistere nello sfoltimento o risanamento igienico dei quartieri sopra descritti e nella conseguente costruzione ex- novo di altrettanti alloggi (circa 300)”.

Ministero Dei Lavori Pubblici, Provveditorato alle Opere Pubbliche per la Campania e Molise con sede in Napoli, Ufficio del Genio Civile di Caserta.
Gennaio 1954, compilatore (dott. arch. G. B. Rosso). Operatore fotografo Russi

(da Il Sidicino - Anno XI 2014 - n. 1 Gennaio)