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Recensioni: "Il segreto di San Pietro Celestino" di Domenico

Caiazza
 
Celestino V, prima del "gran rifiuto", dimorò per alcuni giorni in Teano e vi tenne concistoro.
 
Quaderni Campano-Sannitici. Ed. Ikona, 192 pp.
 

Con questa ricerca Caiazza da un notevole contributo e “getta” un po' di luce su quello che per sette secoli è stato uno dei più fitti misteri del Medioevo, quello cioè che riguarda l'anno e il luogo di nascita di San Pietro Celestino, e ancora dove studiò e quale fu la sua formazione religiosa e culturale.
Il Caiazza ritiene di dimostrare definitivamente che il Santo non nacque nelle terre molisane che lo - rivendicano, né in Abruzzo, né in Puglia, ma in Terra di Lavoro, nel castrum Sancti Angeli, presso Alife. Studiò nella vicina abbazia cistercense di Santa Maria della Ferrara e qui fece professione religiosa, vestì l'abito bianco dei cistercensi.
L'Autore esprime la speranza che questo studio contribuisca a salvare dalla imminente rovina l'edicola di Malgerio e i suoi affreschi ed i resti della badia sopravvissuti sette secoli.
Le ultime pagine del volume sono dedicate alla storia e all'etimo dell'oppidum Sancti Angeli cognomento Rabicanum: per esaminare l'attributo lo studioso passa in rassegna le fonti dal 1139 al 1756 e giunge alla seguente conclusione: “Rave Canina sta dunque per torrente dei cani, forse in senso metaforico “torrente rabbioso” o, più prosaicamente, forse dalla dimora di cani inselvatichiti, forse da qualche roccia di aspetto somigliante ad un cane”.

Antonio Martone
(da Il Sidicino - Anno IV 2007 - n. 9 Settembre)