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Le Frazioni del vesante Sud-Ovest di Teano negli scritti di

Renato Guarriello e Vincenzo Laurenza
 
 

Renato Guarriello è un figlio di questa terra, uno dei tanti “cervelli in fuga” che hanno lasciato da giovane Teano per trovare conferme e realizzazione da qualche altra parte. Appartiene alla schiera dei Teanesi che si sono radicati in altri contesti e hanno lasciato una traccia nei più diversi settori della vita culturale, sociale e produttiva.
Teano può vantare scrittori, pittori, giornalisti, alti funzionari dello stato, docenti, dirigenti di imprese che hanno dimostrato in passato e dimostrano tutt'oggi il loro talento e la loro qualità professionale. In tutti loro abbiamo sempre registrato e continuiamo a registrare una duplice capacità: vivere pienamente nei luoghi dove espletano la loro attività, mantenendo sempre viva l'attenzione e l'interesse verso il passato ed il presente della nostra città.
Così è stato ed è ancora per Renato Guarriello. Dalle colline di San Marco è iniziato, già negli anni sessanta, il suo lungo cammino di formatore e docente di materie letterarie negli istituti scolastici della Campania e della Puglia: dal Magistero Universitario di Salerno ai Licei di Sorrento, di Aversa, di Barletta per fermarsi definitivamente a Trani dove attualmente vive, pensa e scrive.
In tutto questo tempo, per nostra fortuna, non si è mai interrotto il filo della memoria che lo ha sempre legato, in ogni “altrove” dove è vissuto, alle colline di San Marco e di Pugliano. Non si è mai fermato lo scavo nella memoria propria e in quella dei suoi compaesani: per anni si è dedicato alla ricerca di documenti, foto, racconti orali, per ricostruire fasi e momenti della storia delle Frazioni del versante Sud-Ovest di Teano, ne ha registrato con metodo degno della migliore antropologia culturale le tradizioni, i riti, i ritmi delle stagioni, la vita familiare, il senso della morte, la religione, l'alimentazione, il rapporto con la terra, la lingua parlata.
Renato Guarriello ha condensato il frutto di questo intenso e inarrestabile lavoro in tre interessanti pubblicazioni: due trattano ovviamente di San Marco di Teano, la sua Frazione; il terzo è dedicato alla Frazione di Pugliano. Nel corposo volume intitolato “San Marco di Teano – Passato e presente – Storia e memorie”, nell'altro intitolato “Il dialetto del territorio di S. Marco di Teano” e nel terzo intitolato “Pugliano di Teano tra passato e presente” Renato Guarriello ricostruisce la vita minuta della gente che ha abitato quei luoghi negli ultimi due secoli. È un modo di fare storia, anzi microstoria, che vede proprio nel vissuto quotidiano dei piccoli territori il luogo ideale dove scoprire il senso profondo del divenire storico. L'accento di Guarriello cade proprio sulla ricostruzione dettagliata della fatica quotidiana della sua gente, sulla vita familiare, sui riti che scandiscono il trascorrere dei mesi e delle stagioni, sul linguaggio che si contamina e si trasforma nel contatto con altre comunità. Leggendo le sue pagine si trovano risposte a tante domande che tutti noi ci poniamo: come sono nati i nostri Borghi? Quali sono stati e come si sono evoluti i rapporti di produzione nel nostro mondo rurale? Che ruolo hanno avuto le grandi famiglie – i signori - nella costruzione dell'economia del villaggio e nella struttura urbanistica? Come si sono formate le parole ed i detti popolari in cui si sono cristallizzati i pensieri, la saggezza e le emozioni della gente?
Le risposte che troviamo nei libri di Renato Guarriello disegnano un quadro di straordinaria coerenza culturale in cui convergono e si fondono l'economia, il rapporto tra proprietari terrieri e braccianti, le caratteristiche del paesaggio, le vie di comunicazioni, la strutturazione urbanistica del “villaggio” rurale, le grandi pestilenze che hanno determinato flussi migratori da Teano Centro verso le più salubri aree collinari, l'insediamento nelle Frazioni di importanti famiglie (Giglio, Laurenza, Messa; ecc.) che hanno innescato un fattore di sviluppo della locale economia agricola, il rapporto tra il popolo delle frazioni con i mercati del Centro, i culti religiosi ed i riti profani che scandivano il trascorrere delle stagioni e le fasi del lavoro agricolo.
Ma ciò che probabilmente ha richiesto a Renato Guarriello una notevole fatica ed un rigore intellettuale è stata la ricerca e la sistemazione dei dati filologici acquisiti nello studio del dialetto della comunità di San Marco. I detti e le parole della sua gente, uniche, diverse da quelle di altri territori, nella sua trattazione acquistano vita, risuonano di storie di uomini, hanno il respiro di paure, aspirazioni, amore, fatica, gioco, dolore, sono cristalli in cui traspare lo scontro perenne tra le certezze del padrone e l'astuzia dei sottomessi.
Nel libro su San Marco Guarriello ci consegna un vero e proprio vocabolario minimo nel quale passa in rassegna centinaia e centinaia di parole e modi dire popolari provenienti dalla notte dei tempi e ancora oggi in uso in quel territorio, anche se forse le nuove generazioni non ne comprendono appieno il senso. Renato tratta il dialetto delle sue colline come una vera e propria lingua, fiorita sull'antico ceppo napoletano/pugliese e cristallizzatasi, in un continuo processo evolutivo, con la creazione di un parlato originale frutto della contaminazione con sonorità e fonemi di provenienza francese, spagnola, tedesca.
In tutti e tre i libri desta grande interesse il cospicuo apparato fotografico che illustra, spiega ed evidenzia tutti i momenti della affascinante narrazione. Si tratta di vecchie foto raccolte, restaurate e pubblicate con un lavoro certosino dal bravissimo fotografo Luigi Laurenza, l'alter ego di Renato Guarriello, prezioso suo collaboratore che è riuscito a costruire uno straordinario e raro archivio fotografico dei territori del versante Sud-Ovest di Teano.
Ma Renato Guarriello è anche altro, molto altro. Sappiamo tutti che Renato ha curato negli ultimi anni la riedizione di importanti studi del Laurenza, tra cui quelli sul Boccaccio, sul Panormita, sul Pontano e, soprattutto – per quel che ci riguarda – sul Tansillo. Ma Renato non si è fermato qui, e di recente ha fatto una importante scoperta che ha acceso i fari su un cotè finora sconosciuto di questo nostro conterraneo. Scavando tra gli scartafacci gelosamente conservati dalle nipoti del Laurenza, Renato ci ha restituito due opere narrative da lui lasciate ancora in una fase di correzione e di rifinitura. La prima è “Rosa di Malta”, un romanzo la cui stesura risale agli anni trenta/quaranta del secolo scorso: una intensa storia d'amore fra due giovani che si svolge tra le meraviglie di Napoli – alle quali Laurenza ripensa con struggente melanconia – e l'isola di Malta, ultimo approdo della sua vicenda intellettuale. Il racconto amoroso, di chiaro stampo manzoniano sia per l'aspetto stilistico che per l'apparato etico che lo sorregge, si arricchisce di interessanti “digressioni” che consentono a chi legge di calarsi nelle strade e nella vita della Napoli di quegli anni.
L'altra opera, scoperta e pubblicata da Guarriello, è la raccolta “Otto Novelle”, forse ancora più illuminante sulle qualità narrative del Laurenza, in quanto in esse si manifesta un racconto dal ritmo più rapido e serrato, dettato proprio dai limiti di “spazio narrativo” che la novella impone a chi scrive, ed una conseguente concentrazione sullo sviluppo della trama che rifugge da deviazione verso considerazioni morali e descrizioni storico/ambientali.
A Renato Guarriello va il nostro ringraziamento per lo sforzo che ha compiuto nello scorso mese di giugno venendo a Teano, pur in precarie condizioni di salute, per presentare le due opere narrative di Vincenzo Laurenza in un incontro tenutosi sul Loggione nel corso del quale, peraltro, sono intervenuti, con competenza e profondità, la professoressa Anna Marrese e la dottoressa Antonietta Vicario.

Giuseppe Lacetera
(da Il Sidicino - Anno XVI 2019 - n. 8 Agosto)